Telefoni, una sola rete per il turbo a dati e voce

Memorizzate questa sigla, perché farà parte del lessico multimediale del futuro: xdsl. E' la nuova tecnologia che consente il collegamento a Internet superveloce sul doppino di rame, e dunque il passaggio di dati in quantità senza bisogno del cablaggio con le fibre ottiche. E' una specie di parente ricco dell'Adsl (l'ultima offerta delle compagnie telefoniche e dei provider in fatto di connessione alla rete), rispetto alla quale ha due buone marce in più: consente di andare alla velocità massima sia scaricando informazioni da Internet che inviandone ad altri, e di usare gli stessi impianti per voce e dati. E' sulla base di questa nuova tecnologia che la società Picus (formata al 60% dall'Americana Picus Llc, con sede in Virginia, e al 40% dal Fondo chiuso San Paolo-Imi Private Equity Scheme, sponsorizzato dalla merchant bank della banca torinese, che insieme hanno rilevato la EcsNet) si appresta a fare il suo ingresso fra le compagnie telefoniche italiane. Da qualche settimana è attivo come carrier di telefonia fissa, che utilizza la rete Telecom. Ma entro settembre dovrebbe iniziare a fornire i servizi attraverso una rete propria. "Offriamo alla clientela sia le telefonate urbane e interurbane - spiega il manager per il marketing Nicola Bressi - che il collegamento Internet. E prevediamo che per l'uso professionale della rete l'xdsl avrà uno sviluppo fortissimo nei prossimi anni". Nel frattempo Picus le sta studiando tutte per riuscire a guadagnarsi uno spazio sul mercato della telefonia e farsi conoscere dal pubblico. La trovata più suggestiva è quella della telefonata da computer a telefono via Internet. A quale prezzo? "Ma a quello della telefonata urbana naturalmente", risponde Bressi, spiegando che basterà avere un pc dotato di circuito acustico per chiamare chiunque in qualunque parte del mondo. A parte questa iniziativa, parlare di prezzi con i dirigenti di Picus è piuttosto difficile, visto che l'azienda sta studiando proprio in questi giorni le tariffe più aggressive e che il livello dei prezzi competitivi varia con una velocità mai vista prima. L'idea, comunque, è quella proporre tariffe ridotte al minimo per i servizi rivolti all'utente singolo nella telefonia fissa, offrendo al tempo stesso servizi di grande specializzazione (quindi piuttosto costosi) agli utenti professionali. "Già oggi - assicura Bressi - telefonare da Roma a Milano con Picus costa 140 lire al minuto durante le ore di punta, 70 dopo le 18 e 30 e 50 dopo le 22 di sera. E a settembre costerà anche meno". Oltre che sulla capacità di mantenere queste promesse Picus è attesa alla prova anche sulla riuscita commerciale dell'utilizzo della tecnologia xdsl per la connessione a Internet, che dovrebbe essere l' altra colonna del suo business. Si tratta di offrire la possibilità ai clienti di connettersi alla rete sia in modo asimmetrico (è quello che offre l'Adsl, con maggiore velocità in entrata che in uscita) sia alla stessa velocità in entrambe le direzioni. Naturalmente, a pagamento e con prezzi tanto più salati a seconda della capienza richiesta. Come Internet provider, oggi la società offre la connessione alla rete al prezzo di un milione annuo, ma promette un abbattimento cospicuo dei costi a partire da quando potrà usare la sua propria rete, a settembre, in cinque città (Roma, Milano, Torino, Bergamo, Brescia, che dovrebbero diventare una cinquantina nel giro di tre anni). Non è azzardato pretendere di farsi pagare la connessione di fronte all'offerta sempre più diffusa del collegamento gratutito (anzi, in alcuni casi addirittura con lo sconto sulla bolletta man mano che si naviga e si vede pubblicità)? "Questo non ci fa paura - replica Bressi - dal momento che il nostro obiettivo è raggiungere una clientela che abbia bisogno di un collegamento di alta qualità, e che per questo sia anche disposta a pagare qualcosa in più".

(La Repubblica - A&F)