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City, ok a Tin.it-Seat LONDRAIl nuovo gruppo nato dalla fusione tra Tin.It e Seat potrebbe essere già in grado di mettere a segno un’importante acquisizione entro l’estate. Quanto alle attività nella telefonia fissa di Telecom, esse saranno articolate lungo tre direttrici: voce, trasmissione dati e call-center per essere più vicine alle esigenze della clientela. Queste le due novità emerse ieri in occasione del road-show alla City di Londra dei vertici di Telecom e Seat per presentare l’operazione di fusione tra Seat e Tin-It. Operazione che pare peraltro di primo acchitto avere ricevuto un’accoglienza positiva da parte della comunità di analisti e investitori. Sulla possibilità di acquisizioni il presidente di Telecom, Roberto Colaninno ha detto che «vi sono alcune operazioni sul tavolo che stiamo discutendo», aggiungendo di «sperare di giungere a un risultato prima delle ferie» intendendo la pausa estiva. Per il resto, la lunga presentazione con uno spazio piuttosto limitato a domande e risposte (la gran parte della comunità finanziaria aveva già comunque tutti i dati a disposizione dalla fine della scorsa settimana) pare essere filata liscia e senza grandi sorprese, tranne qualche resistenza e critica sul trattamento degli azionisti di risparmio. Sul fondo l’operazione è stata promossa. Secondo Uberto Ferrari, co-responsabile del team europeo di telecom a Londra di Warburg Dillon Read, «assistiamo alla nascita di una delle società più complete per fare fronte alle sfide della New Economy: essa copre tutta la gamma di prodotti, sia sul fronte del consumo sia quello del "business to business" grazie all’apporto di Seat. Una società che dominerà il mercato italiano e che ha solo da guadagnare in termini di quote di mercato». Secondo Ferrari non vi è comunque il rischio che nasca un monopolio poiché Infostrada con Italia-Online «si sta muovendo bene. Di conseguenza si può prevedere in futuro una situazione con due grandi gruppi, così come è avvenuto nei telefonini con il binomio Tim-Omnitel». Marie Christine Keith del Banco Santander ha a sua volta parlato di «una buona combinazione tra internet e contenuti. Un gruppo che ha quasi una situazione di leadership nei contenuti nel settore "non programme"». (Il Sole 24 ore)
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