Telecom Italia dovrà, come tutti gli altri ...
 

ROMA - Telecom Italia dovrà, come tutti gli altri pretendenti, mettersi in gara per ottenere una delle licenze per i nuovi cellulari a larga banda che saranno messi in servizio con lo standard Umts. Lo ha dichiarato ieri il ministro delle Comunicazioni, Salvatore Cardinale, che ha inoltre reso noto che la gara partirà ai primi di gennaio e che le licenze («quattro o cinque») saranno assegnate entro agosto del 2000. È la prima volta che il governo indica con precisione i tempi di una gara molto attesa. Il nuovo servizio dovrebbe diventare attivo per i consumatori già all’inizio del 2002, e consentirà di sostituire gli attuali cellulari Gsm con nuovi terminali in grado di trasmettere i dati alla velocità di 2 megabits al secondo: una larghezza di banda capace di supportare anche lo scambio di segnali televisivi di buona qualità. L’Umts non è considerato dalla normativa un’estensione del servizio di telefonia cellulare, bensì un servizio completamente nuovo. Per cui Tim, Omnitel, Wind e Blutel non avranno alcun diritto di aggiungere il nuovo standard alla loro attività di telefonia mobile, e dovranno conquistarsi la licenza sul campo.
«Entro la settimana - ha precisato il ministro - si instaurerà un gruppo di lavoro che, congiuntamente con l'Authority, dovrà darci alcune indicazioni sul numero di licenze che potranno essere messe in palio e sulla tempistica che ministero e Authority dovranno adottare». Cardinale ha parlato di una procedura amministrativa «che si concluderà ad agosto», mentre, con un certo ottimismo, ha detto che i gestori vincitori dovranno attivare il nuovo servizio «non oltre il primo gennaio 2002». Cardinale chiederà per la gara dell’Umts la costituzione di un comitato dei ministri come per la quarta licenza Gsm.
«Dovremo verificare - ha poi spiegato il ministro - se adottare una procedura di licitazione privata o se, invece, scegliere l'asta pubblica». In pratica il governo dovrà decidere se mettere le quattro o cinque licenze all’asta (a chi offre di più) o se aprire un confronto basato anche o soprattutto sugli aspetti qualitativi dei progetti presentati. La prima soluzione favorirebbe i gruppi italiani e stranieri più forti finanziariamente, la seconda darebbe delle chances anche a offerte innovative ma senza capitali illimitati alle spalle. La competizione sarà comunque accesa: «Sono almeno venti gli operatori interessati alle licenze Umts», assicura Cardinale. Gli ha fatto eco Renato Soru, numero uno di Tiscali, che dopo aver annunciato la costituzione di una società apposita per la gara (Andala Umts, cui partecipa con il 10% l’ex numero uno di Telecom Italia Franco Bernabé) ha detto ieri di avere già allo studio la rete: «Abbiamo già dato mandato a una società di consulenza di predisporre il progetto».
Intanto Cardinale ha mandato a dire al presidente di Telecom Italia, Roberto Colaninno, che il piano industriale del gruppo privatizzato deve passare al vaglio del ministero delle Comunicazioni. «È questa la conclusione a cui sono giunti i nostri uffici tecnici», ha annunciato il ministro, riferendosi alla convenzione che lega Telecom allo Stato. «Non credo che la nostra analisi - ha proseguito - debba limitarsi al solo servizio universale ma, più in generale, all'intera struttura del piano».


Giorgio Meletti

(Il Corriere della Sera)