All'ultimo miglio. In quaranta

Sono quaranta operatori di telecomunicazioni per un pugno di concessioni: la gara per il cosiddetto wll, wireless local loop, non è ancora partita ufficialmente ma, a giudicare dal numero dei potenziali concorrenti, si presenta agguerrita. In palio c'è il business del momento: cioè l'etere o meglio il diritto di utilizzarlo per offrire servizi di tlc tradizionali, come il telefono, e avanzati, come Internet veloce, all'interno delle città, l'unico ambito ancora monopolio di Telecom. A contenderselo sono in gran parte gli stessi protagonisti che partecipano alla gara per le licenze dei cellulari Umts: dai consorzi Albacom (guidata da Bt, Mediaset ed Eni), Wind (Enel e France Telecom), Blu (Autostrade e Benetton) e Globalone (France Telecom), agli operatori di telefonia fissa e mobile Telecom, Omnitel, Infostrada e Tiscali, dai gruppi di tlc internazionali Mci Worldcom a Worldlink, ai fornitori di servizi Internet ad alta sofisticazione e.Biscom, Smt-Acea, Adria.com, Planetwork cui si affiancano multinazionali dell'alta tecnologia o dell'impiantistica come Bosh, Alenia, Techint. Come nella gara per i cellulari di nuova generazione anche in questa il prezzo ancora non è stato deciso, ma si parla di cifre decisamente inferiori. Il mercato potenziale per la banda di frequenza che sarà venduta (24,5-26,5 GHz) dovrebbe essere meno prezioso rispetto a quella dell'Umts. Però fa gola. «Tutti gli interessati - spiega l'Autorità per le Comunicazioni nel documento di sintesi della consultazione pubblica appena condotta tra i competitori - hanno sottolineato la necessità di avviare il servizio in tempi brevi». Il motivo è semplice: la nuova tecnologia, che si realizza attraverso una stazione radio collegata agli utenti grazie a delle antenne poste sopra gli edifici (sistema punto-multipunto), consente di scavalcare il monopolio di Telecom nel cosiddetto «ultimo miglio» senza investimenti eccessivi. Perciò i competitor dell'operatore nazionale scalpitano: «Abbiamo avanzato la richiesta mesi fa - spiega l'amministratore delegato di Albacom Primus - e non abbiamo ancora ricevuto risposta, non si capisce il motivo del ritardo dal momento che all'estero, (Germania e Francia in particolare) l'assegnazione è già stata effettuata e da noi invece non è neanche stato realizzato l'unbandling del local loop (la liberalizzazione dell'utilizzo del doppino telefonico a livello locale). Questo ritardo rallenta il processo di liberalizzazione che invece verrebbe garantita dalla possibilità di collegare ogni operatore direttamente al cliente finale». Anche l'Authority guidata da Enzo Cheli conferma che l'introduzione di questo sistema di trasmissione «contribuirà certamente a favorire lo sviluppo di concorrenza sull'accesso locale con prevedibili benefici sia per gli operatori sia per gli utenti». I vantaggi sono tre, secondo il responsabile delle risorse tecniche di Albacom, Renato Ferroni: «Rispetto alle altre tecniche di accesso locale ad alta velocità (fibra ottica, cavo coassiale e xdsl) ha costi minori di realizzazione e gestione, si realizza in tempi brevi e comporta un ridotto impatto urbanistico». La gamma dei servizi che gli operatori di tlc potrebbero fornire agli utenti è ampia e interessa sia la clientela business sia quella residenziale: si va dalla telefonia locale, nazionale e internazionale, ai servizi Internet e Internet veloce, dalla trasmissione dati all'interconnessione, dai servizi numerici dedicati ai servizi multimediali interattivi come video on demand, music on demand, software download. Insomma il piatto è ricco e la decisione dell'Authority in merito all'assegnazione delle frequenze è difficile. Tra i problemi sul tappeto, oltre alla definizione del prezzo, c'è quello di individuare il numero di licenze da assegnare e la loro base che può essere nazionale o provinciale. In sette Paesi europei sono già state assegnate licenze con un numero di operatori compreso tra quattro e cinque a livello nazionale e qualche decina in base regionale, perciò il tam tam degli addetti ai lavori indica quattro concessioni nazionali e tre regionali oppure due nazionali e sette regionali. In base alla consultazione dell'Autorità, le motivazioni a favore dell'una o dell'altro tipo di copertura sono varie e tra quelle a favore della licenza regionale predomina la possibilità di «un numero più elevato di licenziatari e una concorrenza più efficace», mentre tra quelle a favore della licenza nazionale domina oltre alle «economie di scopo e di scala» anche la possibilità di «raggiungere dimensioni tali da competere con Telecom sull'accesso locale». E proprio la posizione di privilegio del gruppo guidato da Roberto Colaninno è oggetto di numerose polemiche da parte dei concorrenti consultati dall'Autorità. «I commenti riguardo all'operatore di rete fissa - scrive l'istituzione napoletana - sottolineano l'attuale disponibilità di una vasta dotazione di diverse tecnologie d'accesso nel local loop e la capillare presenza di Telecom», perciò i concorrenti auspicano «che il sistema punto-multipunto sia riservato in via preferenziale a chi non ha attualmente modi di accedere al cliente». In altre parole chiedono che Telecom sia esclusa dalla gara.

Roberta Scagliarini

(Il Corriere della Sera)