Omnitel e Infostrada si avvicina la fusione

MILANO- Due tra le più belle e promettenti imprese italiane vanno verso la fusione. Omnitel, gestore di telefonia cellulare con 10,4 milioni di clienti, e Infostrada, principale operatore alternativo a Telecom nella telefonia fissa con circa 4 milioni di abbonati, preparano le nozze. Un'unione che potrebbe apparire incestuosa tenuto conto che entrambe le aziende sono nate e si sono sviluppate sotto il tetto dell'amata Olivetti, hanno sempre condiviso lo stesso azionista di maggioranza, ma, purtroppo, hanno cambiato padrone tre volte in meno di un anno. Omnitel e Infostrada sono state cedute la scorsa estate da Ivrea ai tedeschi della Mannesmann, dopo il successo della scalata di Roberto Colaninno a Telecom, e adesso le due aziende passano all'anglosassone VodafoneAirTouch che ha appena conquistato il colosso tedesco. Chris Gent, l'attivissimo responsabile di Vodafone, sta girando le provincie del suo esteso impero telefonico e non è ancora arrivato in Italia. Ma già circolano, nei grattacieli delle due imprese alle porte di Milano, le valutazioni sulle implicazioni che i piani strategici di integrazione di Vodafone-Mannesmann avranno su Omnitel e Infostrada. I destini dei due gioielli delle telecomunicazioni italiane sono rimasti finora legati a filo doppio e ora i capi azienda Vittorio Colao e Riccardo Ruggiero percepiscono che qualche cosa potrebbe cambiare nel prossimo futuro. Anche se le avvertenze ufficiose dicono che è prematuro parlare di scelte definitive, si stanno delineando sui tavoli degli advisor bancari due opzioni concreteper Omnitel e Infostrada, di cui già si discute, seppur informalmente, tra i managers. La prima, più probabile, è una integrazione vera e propria, anche societaria, con marchi commerciali distinti, tra Omnitel e Infostrada che darebbero così vita a un grande operatore di telecomunicazioni completo nei servizi - dal fisso a internet passando per il mobile -, dotato di una massa di manovra di circa 15 milioni di clienti e di tecnologie avanzate. Sull'integrazione o meno di fisso e mobile la dottrina degli industriali e degli analisti è articolata e divisa, ma non c' è dubbio che un matrimonio Omnitel-Infostrada darebbe grandi sopddisfazioni. La seconda opzione, più radicale, prevede la vendita di Infostrada, una scelta, quest'ultima che servirebbe a Gent a rimpolpare le casse. Se davvero Infostrada fosse messa sul mercato ci sarebbe la fila dei pretendenti: lira più lira meno oggi la società guidata da Ruggiero vale oltre 35.000 miliardi. La fusione tra Omnitel e Infostrada sarebbe la soluzione per tenere tutto assieme, telefonia fissa e mobile. Un'ipotesi già ventilata da Klaus Esser, presidente di Mannesmann che lascerà il gruppo prima dell'estate, che ha sempre insistito, anche negli ultimi giorni, sull'integrazione tra i due settori. Gent potrebbe adottare la stessa linea per non perdere Infostrada, anche se durante l'opa ha chiaramente detto che la società poteva essere sacrificata. Vodafone, che è soprattutto il primo operatore di telefonia cellulare europeo, non ha esperienza nel fisso, giudica il telefono mobile la principale via di accesso a Internet e anche nell'accordo con la francese Vivendi per la creazione del portale europeo Map l'accento è stato posto sulla telefonia mobile, non su altro. In questo quadro in veloce evoluzione c'è da fare un'ultima considerazione: con la sconfitta di Mannesmann cade anche il vincolo, informale ma vero, che legava Colao e Ruggiero al gruppo e da oggi in poi anche la Telecom di Colaninno potrebbe scegliere questi due manager per le numerose attività possedute. Gent ha la fama del duro e del decisionista, ma se perdesse Colao o Ruggiero o magari tutti e due correrebbe i suoi rischi in un mercato come quello italiano.

(La Repubblica)