Telefonini oltre quota 30 milioni

ROMA - Trenta milioni tondi di antennine. Con la campagna di Natale il numero di telefonini in Italia ha superato la soglia dei 30 milioni, realizzando il terzo storico traguardo in un pochi mesi: il primo, a settembre, era stato il sorpasso delle reti mobili rispetto alle reti fisse (ferme a 26,5 milioni), il secondo, a metà dicembre, ha visto la penetrazione di cellulari raggiungere il 50% degli italiani; l'ultimo, a fine 1999, lo sfondamento del tetto di 30 milioni, contro i 20,5 milioni di inizio anno e i 65.198 pionieri di 10 anni fa.
Il numero esatto, per la verità, ancora non si conosce. Ieri è stata Omnitel la prima a svelare il suo dato, con 10,4 milioni di clienti rispetto ai 6,2 di fine 1998. Ma Tim viaggia poco sotto quota 19 milioni e Wind a circa 1,3 milioni per cui il totale è ormai oltre i 30,5 milioni di linee attive, un numero che colloca l'Italia al terzo posto nel mondo dopo Stati Uniti e Giappone. E l'obiettivo per il Paese, ha svelato l'amministratore delegato di Omnitel Vittorio Colao, è arrivare in qualche anno all'85% della popolazione italiana, vale a dire a 50 milioni di telefonini.
Colao non ha mancato di lanciare stoccate ai concorrenti. Contro Tim, che ha avuto problemi di intasamento delle linee durante le feste, ha sottolineato che Omnitel ha fatto viaggiare a cavallo della mezzanotte 35 milioni di chiamate e 6 milioni di messaggi Sms senza intoppi. Contro Wind, l'uomo guida di Omnitel ha segnalato che va molto a rilento la copertura del territorio, ancora sotto il 10% della superficie, e questo provoca uno spreco di frequenze, assegnate a Wind ma non utilizzate. La società del gruppo Enel ha replicato che i conti si fanno non in rapporto alla supericie ma alla popolazione e Wind è in perfetta regola con gli obblighi posti dalla concessione e copre più del 40% della popolazione.
Polemiche anche sul fisso-mobile, con Colao che ha sparato a zero contro Antitrust e Authority comunicazioni, colpevoli di fissare le tariffe in rapporto ai migliori prezzi praticati in Europa e non alle medie generali. "I confronti non possono essere fatti con Danimarca, Irlanda e Finlandia perché non sono realtà omogenee con l'Italia. Se ci confrontiamo con Germania, Francia e Gran Bretagna vediamo che i nostri listini sono più bassi". Colao ha confermato l'imminente aumento nella fascia serale nelle chiamate ai telefonini ma, a suo avviso, il problema non c'è perché ormai il traffico si sta spostando sul mobile-mobile.
Intanto la principale azienda di telefonia italiana, Telecom, è alle prese con una difficile trattativa sindacale. Cgil, Cisl e Uil si sono dette moltro preoccupate per come procede la trattativa sul piano industriale di Telecom, che rischia di finire in un "vicolo cieco a causa della rigidità dell'azienda". Non è escluso che si arrivi ad uno scontro frontale e domani i sindacati di categoria decideranno quali iniziative di mobilitazione prendere a sostegno della trattativa. Il presidente e amministratore delegato di Telecom, Roberto Colaninno, ha anche problemi con i soci di risparmio, che chiedono un più generoso trattamento nell'operazioni di riacquisto di azioni di risparmio (buy-back) annunciato dalla società.

MARCO ESPOSITO

(La Repubblica)