Vodafone pronta al rilancio

BERLINO - Per espugnare Mannesmann, Vodafone si mostra pronto a tutto: Chris Gent, numero uno del colosso mondiale dei telefonini, presenterà venerdì una nuova offerta agli azionisti del gruppo tedesco, offerta che si preannuncia sensibilmente superiore ai 200 miliardi di marchi già proposti e respinti dal gigante di Duesseldorf. E se l'offerta su Mannesmann andrà in porto - ha aggiunto lo stesso Gent - Vodafone collocherà sul mercato una quota di circa il 20 per cento di Infostrada e di Arcor, le reti cablate del gruppo tedesco. Ma Klaus Esser, leader di Mannesmann, non rinuncia alla resistenza a oltranza.
Dopodomani dunque assisteremo forse al duello da "mezzogiorno di fuoco", allo scontro all'ultimo sangue nella guerra anglotedesca per il primato nelle telecomunicazioni cellulari. In contemporanea con l'atteso annuncio di Vodafone infatti si riunirà nella metropoli renana il consiglio di sorveglianza di Mannesmann. Intanto, nella sua decisa resistenza all'Opa ostile di Chris Gent, il capo del gruppo tedesco, Klaus Esser, non è solo: gruppi di azionisti, i dipendenti di Mannesmann, i sindacati tedeschi e politici della Spd, il partito di governo, si mobilitano in un clima di crescente ansia e allarme vissuto da tutto il paese, che ha fatto balzare a record storici i titoli Mannesmann, saliti l'altro ieri del 9,45 per cento e ieri di un altro 3,7.
"Io confido nel successo di un'Opa ostile, anche se questo non è il nostro comportamento preferito", ha detto ieri a Londra Chris Gent. Ha poi tentato di rassicurare azionisti e dipendenti di Mannesmann e l'opinione pubblica tedesca: "Non vogliamo fare a pezzi l'azienda tedesca, vogliamo costituire un nuovo gruppo, che offrirà meglio a tutti".
E' uno choc cui la Germania è impreparata: di solito i grandi gruppi tedeschi sono protagonisti e non oggetto del desiderio di grandi fusioni. Mai prima d'ora nel dopoguerra un'azienda così importante per il paese è stata a un passo dall'acquisto da parte di un colosso straniero. Con lo stile aggressivo di chi è deciso a vincere, Gent ha gettato sul tavolo le carte del successo. "Non andremo a licenziamenti, ma con la fusione risparmieremo 500 milioni di sterline nel 2003 e circa 600 nel 2004; creeremo un'azienda-leader nei telefonini con 30 milioni di utenti in Europa e 42 milioni in tutto il mondo, domineremo 4 dei 15 grandi mercati europei". E ancora: "Siamo delusi dal no di Mannesmann alla nostra prima offerta, di 43,7 azioni Vodafone per una delle loro. Non chiediamo loro di svendere ma di investire in una società nuova e più forte".
Ma Duesseldorf non si arrende. "La nostra strategia è superiore alla loro", dice il portavoce Soehnlein: Vodafone (come Gent ha confermato) vuole liberarsi dei comparti industriali e della rete cablata di Mannesmann, e tenere solo le reti di telefonini. Si mobilitano i dipendenti: "Cedere agli inglesi - proclama Juergen Ladberg, presidente dei consigli aziendali - sarebbe svendere una prospettiva futura di azienda solida per un volgare piatto di lenticchie. Faremo di tutto per impedire la fusione".

ANDREA TARQUINI

(La Repubblica)