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Fisso-mobile, week end più cari ROMA - Dai quattro prezzi di oggi si passa a nove, anzi dodici tariffe diverse. Il nuovo listino di Telecom per il fisso-mobile, varato ieri dall'Authority comunicazioni, è fatto di aumenti forti (più 70%), ribassi consistenti (meno 54%) e qualche complicazione. Sparisce infatti la distinzione tra chiamate verso i cellulari family e verso i business, però compare la differenziazione dei prezzi a seconda se si chiama Tim, Omnitel, Wind e, un domani, Blu. Inoltre ci sono due listini: uno per le utenze residenziali, con tariffe ridotte e di punta, e uno per le utenze affari, con prezzi uguali 24 ore su 24 (ma ancora una volta diversi a seconda del gestore chiamato). La manovra non è piaciuta alle associazione dei consumatori, sia per i rialzi ("stangata", denunciano) che colpiscono le famiglie, sia perché non è stata mantenuta la promessa di un avviso vocale al momento della chiamata per indicare il prezzo al minuto, visto che cambia a seconda del gestore contattato. Secondo l'Authority però nell' insieme si risparmiano 1.500 miliardi. In effetti le novità, che entrano in vigore il 17 febbraio, sono buone o cattive a seconda del tipo di uso che si fa del telefono. Ecco cosa cambia per alcuni utenti-tipo. L'AZIENDA. Ha, obbligatoriamente, una tariffa uguale 24 ore su 24 che va da un minimo di 515 lire al minuto per Tim a un massimo di 541 per le chiamate verso Omnitel. Il risparmio è notevole perché il nuovo prezzo in orario di punta (quello che interessa le aziende) è circa un terzo rispetto alle vecchie chiamate verso i family e quasi il 15-18% in meno rispetto a quelle indirizzate ai business. Si può stimare uno sconto del 35%, pari a 1.200 miliardi di lire. IL TELELAVORISTA. Chi lavora da casa, e fa molte chiamate ai telefonini di giorno, ha da guadagnare rispetto alla situazione attuale. Non può avere la tariffa 24 ore su 24, come le aziende, ma comunque di giorno pagherà la metà rispetto a oggi, e ciò compenserà senz'altro i rialzi serali e festivi. Attenzione però: è vero che non ci sono più le tariffe-trappola oltre le mille lire al minuto, tuttavia anche le 700 lire dei nuovi listini sono alte. Gli converrà quindi usare da casa il telefonino e non l'apparecchio fisso. Con i nuovi listini, comunque, da febbraio risparmierà un 25%. LO SBADATO. È chi chiama senza guardare l'orologio, senza badare ai prefissi che distinguono il family dal business, senza preoccuparsi della durata della conversazione. Per lui l'ideale è una tariffa 24 ore su 24 uguale per tutti i cellulari chiamati. Ma con la nuova manovra ha qualcosa di molto diverso: listini divisi per fasce orarie e per gestore chiamato. Alla fine però, tra rialzi e ribassi, lo sbadato spenderà meno di prima, perché l'insieme della manovra è orientato al ribasso. Se non è sfortunato, insomma, può risparmiare proprio il 29% medio previsto dall'Authority. IL RISPARMIOSO. Si aggiorna, è attento alle novità, spesso ha un foglietto o un opuscolo vicino al telefono per sapere quando chiamare e quando no. Per principio o per ragioni di portafoglio chiama sempre negli orari di maggiore convenienza oppure, quando è costretto a telefonare in orario di punta, lo fa per poche decine di secondi. Secondo i gestori di telefonia, l' italiano risparmioso è in via di estinzione. Ma i numeri dimostrano il contrario: il 70% del traffico telefonico dalle case verso i cellulari, infatti, avviene in orario serale o durante il fine settimana. Con le nuove tariffe il risparmioso ha tutto da perdere: pagherà infatti il 70% in più nelle chiamate serali e weekend ai family, di gran lunga le più frequenti. Unica consolazione, migliora la fascia oraria: da lunedì al venerdì la fascia ridotta scatta due ore prima la sera e dura mezz'ora in più al mattino. Ma anche qui c'è una cattiva notizia: da febbraio il sabato dalle 8 alle 13 si applicherà la fascia intera e non ridotta. (La Repubblica) |