Telefoni, una
carta dei diritti
contro le "trappole" dei gestori
ROMA - Arriva la carta dei diritti dell'utente
telefonico. Dopo anni di piccole angherie, contratti capestro, denunce spesso vane, il
consumatore sale sugli altari e conquista una Carta dei servizi nella telefonia. Basta con
le segreterie telefoniche che si attivano a sorpresa, con gli scatti alla risposta pagati
anche se la linea cade, con le bollette appesantite da "tasse sui campanelli" e
balzelli vari. L'Authority per le comunicazioni di Enzo Cheli, su spinta dell'Unione
europea, sta preparando un vero e proprio decalogo dei diritti dell'utente nei confronti
di tutte le società di telefonia, fissa e mobile. La tendenza a spillare al cliente
qualche soldo in più, del resto, non è una prassi soltanto italiana. Si è appena
scoperto, per esempio, che molti tedeschi per anni hanno chiamato Roma pagando le tariffe
della Città del Vaticano, ben più care. Ma vediamo le novità in arrivo, punto per
punto.
CARTA SERVIZI. Entro fine anno sarà approvata una vera e propria carta dei servizi della
telefonia, uno dei pochi settori che ancora ne è privo, che stabilirà lo standard minimo
di qualità e di norme per il contratto telefonico.
SEGRETERIA A SORPRESA. Con le nuove regole sarà vietata l'attivazione di servizi all'
insaputa del cliente. È una pratica diffusa per Telecom e Tim, che attivano a sorpresa la
segreteria telefonica, sia a casa sia per il cellulare in occasione delle ricariche. Il
servizio di segreteria è un vantaggio per l'azienda perché aumenta il numero di
telefonate: una per lasciare il messaggio, una per ascoltarlo, una per richiamare.
SCATTO RISPOSTA. Con la diffusione dei cellulari è sempre più frequente la telefonata
che si interrompe per caduta della linea. I consumatori hanno proposto che se si fanno due
chiamate ravvicinate al medesimo numero, la seconda conversazione sia considerata la
prosecuzione della prima e quindi non si paghi lo scatto alla risposta. L'Authority è
orientata ad accogliere la richiesta, facendo risparmiare lo scatto per le chiamate
reiterate fatte entro 30 secondi dalla caduta della linea, anche se ci sono problemi
tecnici da risolvere con i gestori, come accade ogni volta che si affronta il tema della
fatturazione. L'Adiconsum ha stimato in 5.000 miliardi l'anno il maggiore guadagno di Tim
e Omnitel per le cadute di linea, ipotizzando due "cadute" al giorno per
telefonino, una valutazione forse eccessiva ma che dà un'idea di come pesino anche solo
200 lire per telefonata.
TASSA CAMPANELLI. Una vecchia battaglia dell'Adusbef sembra vicina alla conclusione. Le
bollette, infatti, dovrebbe essere depurate da tutte quelle voci accessorie come la doppia
spina (720 lire al mese), la suoneria (da 720 al mese in su di "tassa sui
campanelli"), il canone di manutenzione (3.000 al mese) oggi pagato anche da chi ha
un telefono proprio.
CONTENZIOSO. I litigi fra consumatori e aziende seguiranno un binario prefissato di
conciliazione, con l'intermediazione dell'Authority.
MADE IN GERMANY. Secondo la rivista tedesca Computer Bild, per le chiamate dalla Germania
a Roma alcuni gestori hanno applicato, invece della tariffa prevista di 200 lire al
minuto, una molto maggiore, quella per il Vaticano, che è di 970 lire al minuto. Hanno
pagato molto di più gli abbonati delle società 3U, Drillisch, Esprit Telecom/Gts,
Ewe-Tel, First Telecom, Nikoma, Talkline e TelePassport.
MARCO ESPOSITO
(La Repubblica)
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