Telefoni, l'Antitrust corregge Cheli

ROMA - Le tariffe del fisso-mobile possono scendere ancora. Parola dell'Antitrust di Giuseppe Tesauro, che darebbe un'ulteriore sforbiciata di 100 lire ai listini già scontati dall'Authority comunicazioni di Enzo Cheli. Una differenza non da poco, se si pensa che ogni lira in più o in meno nelle tariffe telefoni-cellulari sposta 10 miliardi di lire.
Quello di Tesauro è solo un parere non vincolante, che risale peraltro al primo dicembre scorso ed è già stato esaminato dall'Authority. Ma la novità è che il parere dell'Antitrust ieri è stato reso pubblico, in un momento caldo per la decisione finale sulle chiamate da casa ai telefoni cellulari.
La situazione infatti è questa: l'Authority il 6 dicembre scorso ha fissato dei livelli medi, più bassi del 29% rispetto a quelli attuali, e poi ha detto a Telecom, Tim e Omnitel di decidere i loro prezzi, che hanno un valore per la tariffa ridotta e un altro per l' orario di punta. Le tre società di telefonia hanno preparato i loro listini nel rispetto del vincoli posti da Cheli e li hanno consegnati il 23 dicembre. Il 28 dicembre l' Authority doveva dare il suo via libera; tuttavia a quel punto i commissari si sono resi conto che stavano per approvare non solo degli sconti di sicuro interesse per le utenze affari, ma anche un rialzo del 60% della tariffa family weekend, la più diffusa fra le famiglie. E cioè si stava per replicare la manovra che era stata respinta a furor di popolo il 6 gennaio del 1999. Le nuove tariffe, anche se con cifre indicative, sono leggibili in tabella: chiamare un telefonino la sera e durante il weekend costerà 350 lire al minuto contro le 203 lire di oggi; mentre in orario di punta ci sarà uno sconto dalle 1.487 lire attuali a 630-640 lire. Ci guadagnano le aziende e le persone che telefonano senza badare all' orologio, mentre ci perdono le famiglie che sono attente al risparmio e chiamano i cellulari soltanto negli orari "giusti".
Cheli il 28 dicembre, di fronte alle prime proteste delle associazioni dei consumatori, ha bloccato tutto e ha chiesto a Telecom, Tim e Omnitel approfondimenti sulla distribuzione del traffico nelle diverse fasce orarie, rinviando ogni discussione alla prossima settimana.
Adesso Tesauro sembra suggerire una via d'uscita: aumentare gli sconti sui valori medi in modo da rendere meno pesante l'incremento dei prezzi durante il fine settimana. L'opinione di Tesauro è che Cheli poteva tagliare di più sia la quota di Telecom (110 lire medie) sia quella di Tim e Omnitel (360 lire medie). Nel primo caso il valore corretto, secondo Tesauro, è compreso tra le 44 lire dell'interconnessione e le 110 lire decise da Cheli; nel secondo caso il valore giusto sarebbe di 300 lire, sulla base di quanto accade in Irlanda, Finlandia e Danimarca. Se si applicassero le regole di Tesauro il valore medio di Cheli (470 lire complessive) andrebbe ridotto di un ulteriore 20%, più o meno 100 lire. Ma il presidente dell'Authority Comunicazioni ha respinto il parere del collega dell' Antitrust per due ragioni: nel caso di Telecom si vuole in qualche modo bilanciare il no all'aumento delle urbane; nel caso di Tim e Omnitel non si vogliono danneggiare i nuovi entranti Wind e Blutel, che si vedrebbero chiudere un rubinetto al quale altri si sono abbeverati per anni.

MARCO ESPOSITO

(La Repubblica)