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Chi tradisce Telecom pagherà più canone ROMA (m.e.) - Telefoni con la concorrenza? Telecom ti aumenta del 70% il canone. È la sorprendente novità del listino di Telecom Italia sulla preselezione dell'operatore e sulla portabilità del numero. Un listino ancora non approvato e sul quale oggi discuterà l'Authority comunicazioni, al solito divisa e indecisa sul da farsi. Da dove nasce il supercanone? Dal fatto che anche chi si abbona ai concorrenti di Telecom (Infostrada, Wind, Tiscali, Tele2, Albacom e così via) è per quest'anno costretto a rimanere abbonato dell'operatore storico e a pagare il relativo canone, pari a 259.200 lire l'anno. Oggi per chiamare con le tariffe di un nuovo gestore bisogna comporre un prefisso (1055, 1088 e così via) ma dal 15 febbraio sarà possibile indirizzare tutte le telefonate in modo automatico verso l'operatore prescelto. Telecom però chiede che al cliente traditore sia applicato un supercanone di 180.000 lire l'anno, portando il totale a 439.200 lire, con un aumento del 69,4%. Un evidente freno alla concorrenza, quindi, che ha provocato la reazione di tutti gli sfidanti di Telecom, i quali hanno spedito una lettera invelenita all'Authority di Enzo Cheli, all'Antitrust di Giuseppe Tesauro e alla Commissione europea. Secondo i nuovi operatori telefonici, manca qualsiasi base giuridica perché Telecom chieda un doppio canone. Tuttavia anche l'azienda di Roberto Colaninno ha le sue ragioni. Telecom infatti, secondo i conteggi fatti dalla stessa Authority, guadagna su alcuni servizi e perde su altri. In particolare perde oltre 4.000 miliardi l'anno sul canone, anche se questa perdita non è una vera e propria uscita ma piuttosto un mancato guadagno per i capitali immobilizzati sotto forma di cavi telefonici. Per tale ragione l' Authority ha previsto un aumento del canone pari all'inflazione più un punto percentuale per il triennio 2000-2002. Tale aumento non compensa se non in piccola parte i 4.000 miliardi di buco, per cui Telecom continuerà a rimetterci sul canone. Tuttavia secondo l'Authority tutto ciò non è grave perché chi è abbonato prima o poi telefona e quindi guadagni e perdite si compensano. Telecom rigetta questo ragionamento: se un cliente sceglie in modo automatico di indirizzare tutte le telefonate con un altro gestore, sostiene l'operatore storico, io incasso solo il canone e quindi, come certifica l'Authority, ci perdo. Ecco perché Telecom chiede il supercanone. A questo punto la situazione è intricata: se passa la tesi di Telecom, di fatto si impedisce la concorrenza e quindi è inutile parlare di liberalizzazione. Se prevale la tesi dei concorrenti, Telecom vedrà ridursi rapidamente i suoi guadagni, visto che ci sono tre milioni di italiani interessati a dire addio a Telecom e a indirizzare automaticamente le chiamate verso un nuovo gestore. (La Repubblica)
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