L'Authority: Telecom deve cambiare l'offerta tecnica dell'Internet veloce

E' in arrivo un pioggia di soldi sulle casse dello Stato grazie alle cinque licenze Umts (i telefonini da navigazione in Internet) che verranno messe in palio. Secondo la valutazione espressa ieri dal ministro delle Comunicazioni Salvatore Cardinale, «l'introito sarà fra i 3000 e i 4000 miliardi». Lo stesso ministro ha parlato di un «forte interesse di operatori canadesi e americani oltre che di società europee», interesse che, nei prossimi mesi, «potrà formalizzarsi sia attraverso alleanze con operatori già in corsa sia con candidature autonome». Ha però escluso che le licenze possano crescere di numero. Cardinale ha dato anche via libera a una serie di enti pubblici il cui eventuale ingresso nella gara per l'Umts sarebbe però destinato a suscitare un mare di polemiche, per il timore di una ri-statalizzazione del settore telecomunicazioni. Dopo la rottura delle trattative tra Enel e Rai, il ministro ha detto di non vedere «ostacoli a una eventuale alleanza tra Rai e Telecom, attraverso Tim». E a suo giudizio «anche le Poste con i loro 14 mila uffici e le Fs con la loro rete possono essere interessate e se ciò può rafforzare i loro bilanci tanto meglio, visto che sono aziende che procedono verso il risanamento». Novità per l'Adsl, l'Internet veloce che corre sui normali fili di rame: ieri l'apposito gruppo di lavoro dell'Authority ha chiesto a Telecom Italia di modificare le condizioni tecniche dell'offerta per la vendita all'ingrosso e al dettaglio dei collegamenti. «Abbiamo prospettato a Telecom altre soluzioni» ha riferito il commissario e relatore del provvedimento Silvio Traversa.

(La Stampa)