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Avviato l’esame del listino Telecom Urbane ROMAContinua lo scontro sulle tariffe per "l’ultimo miglio" e i tempi rischiano di allungarsi sino a fine anno. Si tratta di quel segmento della rete telefonica che corre dalle centraline alle abitazioni e rappresenta il "collo di bottiglia" che impedisce un’effettiva concorrenza a tutto campo tra i gestori. Tanto che la Commissione Ue ha approvato una Raccomandazione perché la liberalizzazione dell’accesso locale, «a condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie», avvenga entro il 31 dicembre 2000. Ieri, intanto, è entrato in vigore il provvedimento dell’Authority che disciplina le condizioni per il servizio di carrier preselection, che consentirà agli utenti di preselezionare un gestore diverso da Telecom: la stessa Telecom deve attivarlo entro dieci giorni dalla richiesta. L’Authority ha cominciato ieri a Napoli l’esame delle tariffe proposte da Telecom Italia per l’affitto delle proprie linee agli altri operatori (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri). Telecom chiede un canone mensile di 26.300 lire per ciascuna linea domestica, cifra superiore a quanto, in media, pagano gli utenti, oltre a un contributo minimo di attivazione di quasi 300mila lire. Il presidente dell’Autorità, Enzo Cheli, non ha potuto confermare l’eventualità concreta che l’organismo unico di settore possa bocciare il listino Telecom, rivedendone verso il basso le richieste. «La Commissione infrastrutture e reti — ha sottolineato Cheli, al termine di un’audizione alla commissione bilancio della Camera — non ha ancora esaminato la situazione. Ha cominciato a farlo ieri pomeriggio. Contiamo di chiudere al massimo entro giugno». I tempi dipendono dalle società di consulenza, che dovranno consegnare all’Authority la verifica sul "deficit di accesso" tendenziale, cioè sulla differenza tra gli introiti da canone e le spese per manutenzione e la gestione di rete e impianti, in base al quale Telecom giustifica le proprie richieste tariffarie. Queste ultime sono state criticate da Elserino Piol, promotore del fondo Kiwi, che finanzia società del settore: «Se si vuole creare concorrenza — ha detto — le tariffe proposte da Telecom Italia vanno nella direzione sbagliata perché sono tali da scoraggiare qualsiasi operatore». Secondo Vincenzo Monaci, membro dell’Autorità e relatore sul provvedimento per l’ultimo miglio, «la liberalizzazione non sarà concretamente possibile prima delle fine di settembre, perchè ci sono ancora nodi da sciogliere. Ma certamente concluderemo entro l’anno, ottemperando alla Raccomandazione della Ue». Quanto alla gara per i cellulari digitali Umts (Universal mobile telecommunications system) di terza generazione, Cheli ha approvato il metodo della licitazione con rilancio scelto dal Governo. Sono cinque le licenze da rilasciare, per le quali sono in lizza, finora, otto candidati (Tim, Omnitel, Wind, Blu, Dix.It, Andala, Acea-Telefonica, Tu-Tlc Utilities). «La linea scelta dal Governo — ha detto Cheli — consente di contemperare sia l’aspetto della qualità, sia l’aspetto del gettito». L’Autorità Antitrust, invece, avrebbe preferito un’asta competitiva. Il Comitato dei ministri, oltre a scegliere il Crediop quale advisor per la gara, ha optato per una gara in due tempi, con una qualificazione basata su parametri tecnici ed economici-finanziari e successivi rilanci sul prezzo. Secondo il ministro delle Comunicazioni, Salvatore Cardinale, il bando di gara sarà approvato il 12 giugno e le licenze dovrebbero essere assegnate a novembre. Marco Mele (Il Sole 24 ore) |