Telefonate e Internet, adesso arriva il canone «tutto compreso»

MILANO —Giuliano Amato ha lanciato il sasso nello stagno lo scorso autunno. «Ogni volta che vedo un aumento del prezzo in relazione al tempo di uso del telefono, mi domando quale ne sia il senso, perché ho imparato dagli esperti del settore che oggi la portata dei cavi è talmente elevata che forse siamo al punto che si potrebbe far pagare solo il canone», ha detto il ministro del Tesoro lo scorso ottobre lamentando la scarsa concorrenza nel settore in Italia. Sembrava una provocazione e invece, a partire dalla prossima estate, l’idea di Amato potrebbe diventare realtà. E, cioè, sostanzialmente pagare un canone mensile per una linea telefonica che si potrà utilizzare per un tempo illimitato sia per trasmettere dati, video, o semplicemente fare normali chiamate. Dietro una delle mosse, che rischia di mettere ulteriormente in movimento il mercato delle telecomunicazioni italiane, c’è Silvio Scaglia. L’ex amministratore delegato di Omnitel dovrebbe alzare oggi il velo sull’offerta messa a punto da Metroweb e Fastweb, le due società costituite assieme all’Aem, l’azienda elettrica municipale di Milano. Il manager imprenditore, affiancato in questa nuova avventura dal finanziere Francesco Micheli, con il quale ha costituito la e.Biscom, presenterà infatti la prima rete integrata di voci, dati e video, che mette assieme cioè una rete in fibre ottiche e la tecnologia legata a Internet. Una combinazione sperimentata attualmete solo a Palo Alto in California e a Stoccolma. Certo, per il momento, l’offerta sarà indirizzata solo ai cittadini milanesi. Anche perché alla base dell’iniziativa c’è la posa fisica di una rete di cavi in fibra ottica (detta a banda larga capace di supportare la trasmissione di grandi quantità di informazioni). Una ragnatela che alla fine dello scorso anno era di 500 chilometri. Ma che la società Metroweb (quella che si occupa di stendere materialmente i cavi) prevede di portare a 4 mila entro il 2009. E che non coprirà solo l’area urbana di Milano, ma anche la regione. Di sicuro gli investimenti previsti non sono di poco conto, in dieci anni la previsione complessiva è di una spesa pari a 1.700 miliardi. Non è un caso infatti che la e.Biscom abbia già avviato la procedura di quotazione al Nuovo Mercato. E che lo sbarco al listino sia già previsto per il marzo di quest’anno. I progetti di Scaglia e Micheli sono infatti ambiziosi. Non solo sul fronte dei servizi interattivi e video indirizzati a famiglie e aziende. Ma anche la creazione del primo video portale a banda larga assieme alla Rai, oltre alla creazione del consorzio dix.it che, con soci di rango come Ifil e Pirelli, Banca di Roma e Planetwork, potrebbe partecipare alla gara per i telefonini di nuova generazione, gli Umts.

Daniele Manca

(Il Corriere della Sera)