Gara Umts, il governo fischia l'inizio

ROMA - La gara dell'anno può avere inizio. Il governo ha messo a punto le regole per l'assegnazione di cinque nuove licenze di telefonia mobile. I vincitori si conosceranno il prossimo autunno e, se tutti i tempi saranno rispettati, all' inizio del 2002 potranno essere venduti i primi cellulari multimediali Umts. Questi telefonini avranno uno schermo più ampio dell'attuale display e saranno un po' computer, un po' televisore, un po' carta di credito, oltre che ovviamente telefono portatile. La novità è di rilievo sia per ragioni economiche - lo stato conta di incassare almeno 25.000 miliardi di lire dalla vendita delle licenze - sia per il salto tecnologico che ci si avvia a fare. Se infatti il '900 è stato il secolo dell'automobile, quello che si è aperto secondo i futurologi sarà il secolo dei telefonini, che nel mondo toccheranno un miliardo di utenti nel 2002. E, come le automobili si sono evolute negli anni, così dopo i primi cellulari gracchianti (Tacs) e quelli capaci di inviare brevi messaggi di testo (Gsm), è in arrivo il telefonino col turbo, in grado di trasmettere e ricevere immagini e dati. Ancora una volta bisogna memorizzare una sigla: Umts, che in italiano significa Sistema di telecomunicazioni mobili universale. Questa tecnologia sarà "universale" in Europa, Asia e Africa, mentre gli americani dopo aver litigato con europei e giapponesi hanno deciso di proseguire con un linguaggio autonomo che si chiama Edge, in attesa del telefonino di quarta generazione, in calendario per il 2010. Tornando ai giorni nostri, ieri il governo, con la riunione di un apposito comitato di ministri, ha fissato i paletti per lo svolgimento della gara. In primo luogo si è stabilito che le licenze sono cinque e che la gara non sarà differenziata fra operatori già presenti con reti Gsm (Tim, Omnitel, Wind e Blu) e nuovi entranti. Secondo punto fermo è l'articolazione della gara in due fasi: nella prima saranno valutati i progetti e la solidità economica degli aspiranti alla gara, con il contributo dell'esaminatore Crediop; nella seconda si procederà alla presentazione delle offerte economiche, con la possibilità di effettuare rilanci, anche se in un numero prestabilito e che sarà reso noto con il bando di gara. Regole accessorie consentiranno di favorire l'ingresso di nuovi operatori (che potranno per esempio appoggiarsi alle reti Gsm esistenti) e eviteranno che un accordo fra i concorrenti renda troppo basse le offerte, con la fissazione di un minimo vicino ai 5.000 miliardi per licenza. Il sistema scelto dal governo per la gara si chiama "licitazione privata" e questo termine inconsueto ha provocato la reazione negativa delle opposizioni. Ieri Umberto Bossi, leader della Lega, ha tuonato: "Il popolo deve prepararsi contro il ladrocinio del governo". Ma va segnalato che la licitazione privata è una gara ad inviti e non una trattativa privata. Diversa è la questione dell'utilizzo dei proventi, con le opposizioni che chiedono che tutto l'incasso finisca a taglio del debito pubblico e il governo che pensa a un utilizzo più articolato, che favorisca lo sviluppo delle nuove tecnologie. Adesso la parola passa ai tecnici, che devono mettere a punto il bando di gara. Poi ci sarà spazio solo per i competitori. Il parco concorrenti è particolarmente ricco e c'è il meglio dell'economia italiana oltre a molti forti operatori esteri di telecomunicazioni. In corsa ci sono i gestori di Gsm - Tim, Omnitel, Wind e Blu - più tre cordate ufficiali - Andala, Dix.it e Acea - e un gran numero di aziende in cerca di alleati, fra le quali Rai, Telepiù, Telemontecarlo, Fs, Finmeccanica, Edisontel, i canadesi di Tiw e la neonata Tu.

Marco Esposito

(La Repubblica)