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Mannesmann ora tratta con Vivendi Mannesmann cerca aiuto nel «cavaliere bianco»: per difendersi dall'acquisizione ostile dell'anglo americana «Vodafone-AirTouch» e rimanere indipendente, il gruppo di Duesseldorf ha avviato colloqui con la francese «Vivendi». Obiettivo, il 44 per cento del capitale che «Vivendi» possiede in «Cegetel», di cui Mannesmann diventerebbe l'azionista di maggioranza: nei confronti di «Vodafone», i tedeschi diventerebbero un boccone molto più difficile da inghiottire. Per rendere più aggressivo e appetibile il no definitivo a «Vodafone» - impegnata in una «acquisizione ostile» che il 7 febbraio si confronterà con la risposta degli azionisti Mannesmann, dei quali garantisce di «rispettare il verdetto» - il gruppo tedesco ha annunciato del resto un prossimo ingresso in Borsa del suo settore Internet: un'operazione che dovrebbe consentire di «realizzare una crescita superiore alle migliori ipotesi prospettate» dal concorrente, secondo il presidente Esser. Sempre per constrastare «Vodafone», il gruppo di Duesseldorf non esclude più un intervento nel mercato americano della telefonia mobile: le possibilità allo studio, spiega Esser, sono l'acquisizione di piccole imprese, la cooperazione con un grande marchio o una strategia verticale simile a quella seguita da Aol/Time Warner. Ma il gruppo anglo-americano non smorza la sua offensiva: in una lettera agli azionisti di Mannesmann, che hanno tempo fino al 7 febbraio per decidere se convertirsi a «Vodafone» o restare fedeli all'azienda tedesca, il presidente Chris Gent definisce «infondate» tutte le obiezioni sollevate dal Mannesmann all'acquisizione. «Falsa», scrive Gent, è soprattutto l'asserzione che «Vodafone» non potrebbe sbarazzarsi di «Orange» - la società inglese di telefonia mobile acquistata di recente da «Mannesmann» - «senza essere penalizzata da grandi costi». Numerosi esperti, sottolinea Gent, hanno confermato che a «Vodafone» basterebbe una maggioranza del cinquanta per cento del le azioni Mannesmann per separare di nuovo l'impresa tedesca da «Orange»: un passo obbligato, in caso di successo nella scalata in Germania, per ragioni di concorrenza. «Vivendi» possiede il 44 per cento del numero due della telefonia mobile francese, «Cegetel», della quale Mannesmann possiede il 15 per cento. Acquisendo il pacchetto «Vivendi», l'impresa di Duesseldorf farebbe il suo ingresso in un quarto mercato europeo di telefonia mobile, dopo quello italiano (Omnitel), Gran Bretagna (Orange), e Germania (D2). Secondo «Vodafone», tuttavia, a differenza di quanto sostenuto da Mannesmann «Orange» non ha in Gran Bretagna risultati migliori del diretto concorrente: «Vodafone» controlla il 33 per cento del mercato, «Orange» il 20 per cento. «Vodafone» inoltre, secondo i propri dati, ha il 50 per cento di clienti in più di Mannesmann, e l'anno scorso ha ottenuto 3,1 milioni di nuovi contratti («Orange» soltanto 2,7 milioni). Gent dimentica tuttavia di sottolineare, nella sua lettera agli azionisti, che «Orange» ha realizzato nel 1999 una crescita-clienti quasi doppia di quella «Vodafone»: alla fine dell'anno scorso, i telefoni mobili «Orange» erano 4,9 milioni contro i 3 milioni scarsi di «Vodafone». E «Orange» è entrata nel mercato di telefonia mobile soltanto nel 1994, nove anni dopo «Vodafone». Emanuele Novazio (La Stampa) |