Telefoni, nozze da 270.000 miliardi

Un nuovo gigante delle telecomunicazioni potrà nascere in Europa se verrà raggiunto l'accordo fra la spagnola Telefónica e l'olandese Kpn Telekom. Sono a uno stadio avanzato i negoziati per la fusione tra le due società che, qualora andasse in porto, darebbe vita al quarto operatore del vecchio continente con una capitalizzazione di 270mila miliardi di lire. Quelle che fino a ieri erano soltanto indiscrezioni di stampa hanno ricevuto conferma ieri in un comunicato ufficiale di Telefónica, prima impresa di Spagna, esempio di dinamismo sotto la guida di Juan Villalonga, ex compagno di scuola del primo ministro Aznar e presidente della società dal 1996. Nel comunicato si legge che Telefónica «ha iniziato i colloqui con Kpn su diverse questioni, inclusa la possibilità di un’integrazione di parte o di tutte le attività dei due gruppi». Anche se, per ora, nessun accordo è stato raggiunto, la notizia ha fatto salire i titoli in Borsa delle due società: più 9,2% le azioni Telefónica, più 2,9% quelle Kpn. Gli analisti sono quasi tutti concordi che un matrimonio è una buona novella per entrambi: Telefónica gode di una posizione dominante in Spagna e in America Latina ma nel resto d'Europa finora la sua forza non è stata all'altezza della sua ambizione, mentre Kpn, più piccola ma altrettanto aggressiva, ha bisogno di maggior potenza di fuoco per competere in un mercato internazionale molto difficile, una potenza di fuoco che il partner spagnolo possiede. Fonti informate sostengono che la nuova società, che dovrebbe essere capeggiata da Villalonga, sarà 60% Telefónica e 40% Kpn, anche se gli olandesi si stanno battendo strenuamente per un'alleanza alla pari. Dalla fusione di tutte o di parte delle attività nascerà una società in grado di concorrere, con possibilità di successo, alle numerose gare che si stanno svolgendo in Europa per acquisire le licenze di telefonia mobile dell'ultima generazione. In Italia Telefónica è alleata all'azienda romana Acea per partecipare alla gara per cellulari Umts. Anche la Germania è al centro del mirino. E Kpn ha intenzione di partecipare a gare in tutti i Paesi in cui è già operante: dall'Olanda al Belgio, dalla Germania all'Ungheria e all'Ucraina. Gli olandesi sono in trattativa anche con Telecom Italia e con la francese Vivendi. Telefónica e Kpn sono interessate all'acquisizione della britannica Orange che Vodafone AirTouch deve vendere dopo l'operazione Mannesmann. L'accordo fra Telefónica e Kpn dovrà ottenere l'approvazione dei rispettivi governi. Il governo olandese controlla il 43% di Kpn Telekom mentre il governo di Madrid possiede la golden share (una partecipazione con poteri speciali) in Telefónica. I rapporti fra Villalonga e Aznar, che erano idilliaci fino a pochi mesi fa, sono peggiorati dopo la decisione del presidente di Telefónica di distribuire a un centinaio di dirigenti dell'azienda recentemente privatizzata stock option per qualche centinaio di miliardi di lire. Era un momento politicamente caldo, alla vigilia delle elezioni, e Aznar aveva lasciato chiaramente intendere che gli arricchimenti eccessivi e rapidi, sia pure leciti, non erano di suo gradimento. Ma Villalonga, che nelle stock option si era ritagliato la parte del leone, aveva proceduto con inflessibilità, incurante degli avvertimenti del suo potente amico. Nonostante queste frizioni, è da pensare che il governo spagnolo non frapporrà ostacoli all'operazione Kpn, che per Telefónica ha più vantaggi che svantaggi. Un ruolo importante nelle trattative per la fusione lo svolgeranno l'americana BellSouth e la giapponese NTT DoCoMO, gigante della telefonia mobile. Gli americani, legati a Kpn, sono interessati alla forza di Telefónica in America Latina oltre che in Spagna, e i giapponesi da tempo stanno pensando di sviluppare una strategia di espansione in Europa. Con l'aiuto di questi due giganti, la nuova società ispano-olandese sarà in grado di lanciare il guanto di sfida a colossi come British Telecom e France Telecom. Bisognerà vedere se la fusione riguarderà tutte le attività, telefonia mobile e fissa, Internet, trasmissione dati, oppure parte di esse. Alcuni analisti sostengono che una fusione della sola telefonia mobile potrebbe essere più utile a entrambi i partner.

Mino Vignolo

(Il Corriere della Sera)