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C&W scommette sull’Italia per diventare leader europeo MILANOCon l’acquisizione, annunciata settimana scorsa, di otto provider in diversi Paesi europei, Cable & Wireless passa all’attacco puntando alla leadership del ricco mercato dei servizi Internet protocol (Ip) per le imprese del Vecchio continente, che dovrebbe raggiungere i 29 miliardi complessivi nel 2002. Il colosso britannico sta investendo massicciamente in questa direzione per offrire prodotti completi e integrati in modo da essere pronto alle sfide del prossimo futuro che si giocherà sui servizi applicativi in una rete ad alta velocità. Per questo, ha spiegato ieri John Jackson, responsabile per l’Europa, presentando la strategia regionale, Cable & Wireless ha investito due miliardi di dollari sull’area: 500 milioni per l’acquisizione di undici provider (tre erano stati comprati negli ultimi mesi), mentre altri 500 sono andati ad aggiungersi al miliardo di dollari pianificato un anno fa per la realizzazione di una rete Ip che collegherà entro due anni 200 città europee rispetto alle diciotto attuali. All’interno di questa strategia il gruppo inglese, l’unico europeo tra gli operatori di "primo livello", riserva un occhio di riguardo all’Italia, «un mercato che cresce a un ritmo attorno al 75-80% annuo, superiore al 50% dell’intera Europa», ha sottolineato Jackson. La rete Ip in Italia triplicherà entro il 2001 i propri nodi rispetto alle sette città attualmente collegate e dovrebbe inoltre avere base nel nostro Paese uno dei venti centri per la comunicazione dati e web-hosting a livello mondiale che saranno aperti entro il 2001, seguendo quello inaugurato lo scorso novembre. Non è quindi un caso che nella lista delle acquisizioni europee figurino anche due Isp italiani, la DsLogic-DsNet di Bologna e la Unidata di Roma, che permetteranno di garantire un miglioramento dell’offerta di Cable & Wireless a livello di know-how e di qualità in Italia e un’integrazione dei loro prodotti con le altre società europee entrate a far parte del gruppo. La Unidata è il principale fornitore indipendente nazionale di soluzioni It integrate: con un fatturato ’99 di oltre 20 miliardi di lire e un portafoglio clienti di 5mila clienti, quasi tutti nella Pubblica amministrazione, punta sulla connessione a banda larga, sui servizi di hosting avanzato e di application service provider e sulla delocalizzazione (il cosiddetto ufficio virtuale). DsNet ha un giro d’affari di circa 4 miliardi, con una crescita annua del 50%: oltre alle connessioni su linee dedicate, sulla progettazione di sistemi integrati, sull’hosting, la società di Bologna ha i suoi punti di forza nei servizi applicativi, dall’integrazione in rete dei sistemi aziendali alla gestione di e-commerce e trading online (già Banca Lombarda e CariSpezia hanno il loro software, altri tre accordi sono in vista). Mentre Cable & Wireless si trova a fare i conti con l’Adsl, la tecnologia di reti ad alta velocità, frenata in Italia dalle polemiche legate al "monopolio" di Telecom Italia sulle infrastrutture, il gruppo ha ottenuto la licenza per la fornitura di telefonia vocale, che dovrebbe partire ad aprile, ma solo per l’utenza business. Pierangelo Soldavini (Il Sole 24 ore) |