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Per Colaninno può competere solo chi ha soldi - Soru: sul Gsm frequenze regalate ROMA - Newcomers contro incumbents: non è l’ultima partita del campionato di rugby neozelandese ma una semplificazione degli schieramenti in vista della gara per l’assegnazione delle licenze Umts. Ieri lo scontro è diventato ancora più esplicito. Pur uniti dal sacro timore di una vera asta sulle frequenze per l’Umts, coloro che aspirano a entrare nel settore della telefonia mobile (newcomer) e coloro che invece vogliono consolidare la propria presenza (incumbent) hanno idee diverse su come dovrebbe essere gestita la gara. Possono competere nella gara per le licenze Umts solo coloro che hanno veramente soldi da investire, ha detto Roberto Colaninno. Secondo il numero uno di Telecom «chi è preposto a regolare la gara, regolerà al meglio». È «egoista» il Governo «che vuole utilizzare, come peraltro altri Governi europei, un momento favorevole per far cassa. Ma fa certamente bene, anch'io farei così». Poi c'è «l'atteggiamento egoistico dei nuovi entranti che vogliono essere avvantaggiati. Ma gli operatori devono competere tutti in modo uguale, se non hanno soldi non possono competere». Anche perché «per fare gli impianti ci vorranno dai 5 ai 7mila miliardi». L'amministratore delegato di Telecom chiede poi garanzie sull'installazione delle antenne: «Non vorrei pagare tantissimo per le licenze e poi non avere la possibilità di utilizzarle perché non posso installare le antenne. Un problema che abbiamo già adesso». Secondo un altro incumbent, Vittorio Colao, amministratore delegato di Omnitel, «in un momento in cui ognuno parla pro domo sua, l'importante è che ci siano regole molto chiare e uguali per tutti. Ci rimettiamo a ministri, autorità ed esperti perchè i criteri di assegnazione delle licenze siano uguali per tutti». Alla testa dei newcomer, almeno nelle polemiche, si è autonominato Renato Soru, fondatore di Tiscali e di Andala. C'è una ragione per cui, secondo Soru, ai newcomer deve essere riservato un trattamento diverso: «Lo spettro delle frequenze è stato regalato o dato a cifre irrisorie per fare televisione, telefonia mobile analogica e Gsm e tra qualche anno verrà utilizzato per fare l’Umts. Quello stesso oggetto, cioè le frequenze, non si può cominciare a farlo pagare solo adesso, oppure bisogna farlo pagare al costo medio, non a quello marginale». In sostanza Telecom-Tim, Omnitel, Wind e Blu, secondo Soru, hanno pagato le frequenze che usano per il Gsm una miseria, mentre a chi opererà solo con l’Umts si vorrebbero far pagare cifre stratosferiche. A chi obietta che l'Umts è una tecnologia diversa, Soru risponde che «anche la tv a colori è una tecnologia diversa, ma ha sostituito la tv in bianco e nero. Gli attuali operatori tra qualche anno utilizzeranno la parte di spettro loro assegnato anche per l'Umts: è chiaro che se tutti pagheremo lo stesso prezzo il nuovo entrante sarà sfavorito». A Soru ha fatto eco Silvio Scaglia, amministratore delegato di e.Biscom: «La licitazione privata era il meccanismo che il Governo aveva scelto anche prima: ora ha deciso di dare un'importanza maggiore all'offerta economica. Francamente lo comprendo, se si guarda al contesto europeo in questo momento». «Parteciperemo alla gara fino al punto in cui sarà economicamente possibile — ha aggiunto Scaglia — ora è importante che si garantisca un estremo rigore nel dare il valore giusto ai parametri oggettivi perchè i soldi in discussione sono molti». «È necessario che sia una gara equilibrata — ha aggiunto — per cui chi, per esempio, ha una licenza Gsm, e quindi ha delle frequenze e delle infrastrutture che ha ottenuto senza dover pagare un premio di questo genere, non sia favorito rispetto a chi invece dovrebbe entrare pagando su tutto un premio di questo genere. Il meccanismo dovrà essere quindi molto equilibrato». È altrettanto importante, secondo l'amministratore delegato di e.Biscom, «che siano chiare anche le regole future, che sia chiaro per esempio se gli operatori virtuali ci saranno oppure no». Tra Colaninno e Soru la schermaglia dialettica in Parlamento ha sfiorato la rissa tra comari. «Sono contento per Soru che ha fatto tanti quattrini su Telecom, perchè se Telecom non fosse esistita e non avesse speso tanti soldi prima, Soru non avrebbe avuto tanto successo in Borsa», ha detto Colaninno a Soru che aveva sollecitato l'apertura delle reti, in quanto bene pubblico come le strade. «Non me ne frega nulla di questi soldi, ne avevo già prima abbastanza per vivere», ha replicato Soru. R.R. (Il Sole 24 ore) |