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Vodafone vicina alla vittoria "Mannesmann è già nostra" MILANO - Vodafone AirTouch conquisterà più del 50% del capitale di Mannesmann. La previsione è stata avanzata ieri da Chris Gent, presidente di Vodafone AirTouch, che sta conducendo un'offerta pubblica di acquisto da 160 miliardi di dollari sul colosso tedesco delle telecomunicazioni che controlla, tra l' altro, gli operatori italiani Omnitel e Infostrada. La valutazione di Gent, che già si era espresso in maniera fiduciosa nelle scorse settimane sull'esito dell' operazione, è in questo caso sostenuta da alcuni sondaggi di istituzioni finanziarie indipendenti che indicherebbero come sicuro il successo dell'attacco di Vodafone. I risultati ufficiali dell'offerta saranno resi noti solo il prossimo 7 febbraio, ma le dichiarazioni di ieri e alcune schermaglie tra i vertici di Vodafone e Klaus Esser, responsabile di Mannesmann, sembrano definire una possibile soluzione non conflittuale. I due fronti starebbero trattando una soluzione pacifica. Gent ha detto di "aver registrato un'ottima reazione da parte degli azionisti tedeschi di Mannesmann, molti gruppi hanno espresso l'intenzione di aderire alla nostra offerta, pensiamo di aver la maggioranza ma non vogliamo autocompiacerci per questo. Se Esser vuole incontrarmi sono sempre disponibile". Secondo il sito Internet del Financial Times anche Esser sarebbe ormai propenso a negoziare una fusione pacifica tra Vodafone AirTouch e Mannesmann che darebbe al gruppo tedesco una percentuale di capitale inferiore al 50%. Inoltre lo stesso Esser avrebbe un ruolo di primissimo piano nel nuovo gigante mondiale delle telecomunicazioni. Il direttore generale di Vodafone, Clarke Richard, ha dichiarato che Gent "ha molto rispetto per Esser, non c'è animosità personale tra i due uomini". Insomma il clima sembra più sereno, certamente meno bellicoso del recente passato e la fusione tra le due compagnie telefoniche sembra più vicina. Se avrà successo l'offerta di Vodafone su Mannesmann lo scenario europeo delle telecomunicazioni risulterà profondamente mutato e ci saranno immediate ricadute nei diversi paesi. Nel caso di fusione il nuovo gruppo dovrebbe cedere l'operatore britannico di telefonia cellulare Orange, recentemente acquistato dalla Mannesmann per circa 60mila miliardi di lire, per evitare di incorrere nelle maglie dell'antitrust. E su Orange potrebbero accentrarsi gli interessi di Tim, il più importante operatore di telefonia cellulare in Europa, alla ricerca di una grossa preda all'estero. Inoltre la vittoria di Vodafone aprirebbe la strada alla quotazione in Borsa di Infostrada con il collocamento di circa il 20% del capitale, come già anticipato da Gent qualche settimana fa. Secondo una recente analisi di Salomon Smith Barney la società di telecomunicazioni guidata da Riccardo Ruggiero è valutata circa 37mila miliardi di lire. (La Repubblica) |