Aperta un'istruttoria sull'«interconnessione» dopo la denuncia di Tiscali e
Albacom
L'inchiesta dovrà concludersi
entro il 9 marzo del 2000
Replica della società guidata
da Colaninno: «Accuse infondate»
ROMA - L'Antitrust torna all'attacco di Telecom Italia.
L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha aperto infatti un'istruttoria per
indagare su presunti comportamenti abusivi nell'offerta di interconnessione ai
concorrenti, e in particolare sull'accesso ad Internet. L'organismo presieduto da Giuseppe
Tesauro si è messo in moto in seguito a denunce nei confronti del gruppo guidato da
Roberto Colaninno presentate da due concorrenti, Tiscali e Albacom. L'istruttoria dovrà
chiudersi entro il 9 marzo 2000. Nel mirino c'è il meccanismo della cosiddetta
«interconnessione inversa», cioè la terminazione di chiamate originate dalla rete
Telecom e destinate a numeri delle reti concorrenti: è il meccanismo che consente a
Tiscali e Albacom (ma anche ad altre società), facendosi pagare da Telecom Italia una
parte degli scatti delle chiamate ricevute, di offrire l'accesso gratuito a Internet.
Stando alle denunce presentate dai due gestori telefonici concorrenti, Telecom avrebbe
risolto anticipatamente il contratto di interconnessione inversa sottoscritto con Tiscali
alla fine del '98 ed avrebbe imposto, nell'ambito della negoziazione dei contratti con le
due società nel 1999, condizioni tecniche ed economiche per la terminazione delle
chiamate sulle loro reti più favorevoli per sé «senza giustificato motivo».
Tali nuove condizioni non consentirebbero agli
operatori concorrenti di Telecom la possibilità di remunerare adeguatamente il servizio
di terminazione offerto sui propri numeri, mentre limiterebbero la loro capacità di
sostenere l'introduzione di nuovi servizi.
Le due società si vedrebbero insomma limitata la
possibilità di offrire alla clientela condizioni economiche più favorevoli sui loro
servizi e, per questo, risulterebbe limitata anche la concorrenza nei rispettivi mercati
dei servizi finali.
La condotta di Telecom, insomma, potrebbe aver
violato le norme che tutelano la concorrenza, spiega una nota dell'Antitrust, anche «in
considerazione della posizione dominante detenuta da Telecom in tutti i mercati dei
servizi finali di telecomunicazione, compresi quelli di accesso ad Internet». Telecom,
infatti, nonostante il processo di liberalizzazione, «ha mantenuto una posizione di
indiscusso dominio» nei servizi rivolti agli utenti finali, e «risulta detenere,
attraverso i servizi Tin e Interbusiness, una quota particolarmente elevata nel mercato
dell'accesso a Internet».
Telecom Italia ha replicato parlando di «accuse
infondate» e rivendicando un comportamento coerente «con le disposizioni che
disciplinano la materia».