ROMA - Rivoluzione per le tariffe telefoniche.
L'Authority per le comunicazioni sta definendo le regole della telefonia, che vanno da
piccole cose note a tutti - come lo scatto alla risposta o il canone - ad altre complesse,
come i conti del servizio universale. In ogni caso sarà una rivoluzione a metà perché
su alcuni temi chiave - come le tariffe da rete fissa a cellulare - l'impegno di trovare
una soluzione entro il 31 luglio non sarà rispettato. Nel complesso la bolletta
telefonica scenderà, tuttavia con alcune eccezioni: è in arrivo infatti un nuovo aumento
del canone, il terzo in un anno. Ecco comunque la situazione a pochi giorni dalla scadenza
del 31 luglio, dopo gli incontri tecnici con Telecom Italia.
Price cap. È la principale novità filosofica in materia di tariffe, anche se in
una prima fase si risolverà in un cambiamento virtuale. Dal primo agosto Telecom non
avrà più prezzi amministrati ma controllati. L'Authority ribadirà le attuali tariffe
come massimi invalicabili, con l'eccezione del canone, che potrà quindi aumentare ancora
dopo i due rincari già decisi (uno in vigore dal primo marzo scorso e l'altro che
scatterà il primo novembre). Saranno indicati anche dei minimi per evitare che Telecom
venda servizi sottocosto, con danni per la concorrenza. Nell'ambito di questa fascia,
Telecom farà i prezzi che vuole, con l'impegno di raggiungere l'obiettivo di risparmio
della bolletta nazionale complessiva, che sarà fissato in termini percentuali
dall'Authority.
Tat. È la sigla di Tariffa a tempo. Al momento sono allo studio tre ipotesi. La
prima è il modello Wind: una tariffa a secondi pura, senza scatti alla risposta. Tale
meccanismo ha poche probabilità di passare. Il secondo sistema prevede un piccolo scatto
alla risposta e, dal primo secondo, una tariffa a tempo. È l'ipotesi al momento più
accreditata, anche se ha il difetto di dare un prezzo diverso al primo minuto di
conversazione rispetto ai minuti successivi. Il terzo meccanismo prevede una sorta di
scatto alla risposta che dà diritto a un tempo di conversazione.
Servizio universale. Telecom ha chiesto 1.500 miliardi ma alla fine la cifra sarà
di gran lunga inferiore. La partita dovrebbe chiudersi mercoledì. Telecom vorrebbe per
farsi ripagare dei servizi forniti anche nelle aree periferiche del paese. Tale costo
andrebbe diviso fra tutte le società di telefonia (Telecom compresa) in rapporto al
volume d' affari.
Fisso-mobile. Sulle chiamate da casa a cellulare c'è incertezza dallo scorso 6
gennaio. In quell'occasione ci fu una manovra, poi rimangiata, in attesa di un
provvedimento definitivo che risolvesse alcuni problemi. In particolare c'è una tariffa
molto alta (oltre le 1.000 lire al minuto) per le chiamate di giorno verso i family.
Inoltre per chi chiama da casa c'è il problema di distinguere tra cellulari business e
family, cosa sempre più complessa con decine di prefissi in circolazione. Ma nonostante
abbia avuto mesi di tempo per rifletterci, ieri l' Authority ha annunciato di aver
"sospeso l'istruttoria fisso-mobile" in attesa di chiudere l'istruttoria che
servirà a definire Tim e Omnitel come operatori con notevole forza di mercato; tuttavia
il commissario Vincenzo Monaci ha precisato che "c'è un'intreccio fra istruttorie,
ma comunque i tempi saranno sicuramente brevi". Anche il presidente Enzo Cheli in
serata ha assicurato che lo slittamento sarà "al massimo oltre agosto". In
effetti l'Authority per abbassare le tariffe fisso-mobile vuole prima avere gli strumenti
per obbligare Tim e Omnitel a chiedere meno soldi per le telefonate dirette ai cellulari.
Oggi il prezzo è di 450 lire al minuto e viene pagato da Telecom o dalle altre società
di telefonia fissa.
Cronistoria del riequilibrio tariffario
15 Ottobre 1998. Cheli annuncia che il riequilibrio si farà in tre tappe: 30 novembre
1998, 31 marzo 1999 e 31 luglio 1999.
30 novembre 1998. La prima tappa slitta prima al 15 dicembre e poi al 22 dicembre
1998.
6 gennaio 1999. Tim e Omnitel fanno entrare in vigore le nuove tariffe
fisso-mobile. Cheli le annulla e annuncia un provvedimento per febbraio. Il 17 marzo
arriva una decisione transitoria, rinviando il provvedimento definitivo al 31 luglio 1999.
31 marzo 1999. La seconda tappa della manovre tariffaria viene rinviata prima al 30
aprile, poi al 10 maggio, quindi al 31 maggio per poi venir presa il 24 giugno.
31 luglio 1999. Scade la tappa finale della manovra di riequilibrio tariffario. Ma
l'Authority il 22 luglio afferma che non rispetterà la scadenza per le tariffe
fisso-mobile.
(23 luglio 1999)
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