Indagine di un magistrato di Torino: la disposizione è stata ignorata dai produttori
«Il telefonino a 20 centimetri dalla testa»
E giallo su un decreto ministeriale di quattro anni fa
| Alberto Gaino TORINO «Gli utenti sono avvisati che, per un uso soddisfacente dellapparato e per la sicurezza personale, si raccomanda che nessuna parte del corpo deve trovarsi a una distanza inferiore a 20 centimentri dallantenna durante il funzionamento dellapparato». Firmato il ministro delle Poste e Telecomunicazioni, Agostino Gambino; Roma, 20 giugno 1995. Ne dà notizia o, meglio, ne dava notizia la Gazzetta Ufficiale del 4 novembre dello stesso anno riportando il testo integrale del decreto ministeriale che, a quanto pare, nessuno ha notato per quattro anni, per non dire che è stato pacificamente ignorato. Ma quellatto così ufficiale, tanto da essere stato «visto dal guardasigilli Mancuso» e «registrato alla Corte dei conti il 13 ottobre 1995», ha trovato comunque dei lettori nel corso del tempo e fra i pochi un magistrato torinese con unindagine aperta sulleventuale inquinamento elettromagnetico da telefoni cellulari. Articolo 674 del codice penale: «emissioni moleste». Il pm Cesare Parodi ha ricevuto un esposto di Legambiente e ha cominciato ad indagare sulle coccinelle e tutte quelle altre piccole placche adesive in vendita come intercettatori delle onde elettromagnetiche emesse dai cellulari. Per capire se funzionano o sono soltanto patacche. Unindagine che presuppone consulenze tecniche e approfondimenti sulla materia. E stato un po come gettare un sasso nel solito stagno: chi sapeva di quel decreto lha riesumato in fotocopia e ha segnalato anche a noi quella vecchia Gazzetta Ufficiale che ne riporta il testo. Una postilla al «regolamento per lomologazione degli apparecchi radiomobili operanti nella banda dei 900 MHz» emanato allinizio del 1995. Anzi una «rettifica», perché il ministro Gambino precisa che cè stato «un errore materiale: loriginale del provvedimento trasmesso allufficio pubblicazione leggi e decreti del ministero di Grazia e Giustizia si presenta manchevole di una pagina». Giustappunto quella che, sotto la voce «manuale dutente», raccomanda che si «deve» usare il cellulare tenendolo ad almeno 20 centimetri dal corpo. Ma, allora, i 22 milioni di cellulari in circolazione per lItalia possono nuocere alla salute, oltre che far bene, si suppone, alle relazioni personali e pubbliche di chi li usa? E il ministero delle Poste e Telecomunicazioni che ne sapeva alla vigilia dellestate di quattro anni fa? AllIstituto superiore di Sanità si lavora a uno studio internazionale, promosso dallagenzia che coordina le ricerche contro il cancro: lo Iarc di Lione, che sta raccogliendo quanti più casi possibili di tumori cerebrali, ghiandole salivari, neurinoma del nervo acustico per verificare eventuali correlazioni con luso (e quanto frequente) di apparecchi di telefonia mobile. Allo stato attuale non vi sono certezze né in un senso né nellaltro. La «barriera» dei 20 centimetri è solo una cautela? Resta il fatto che i manuali duso dei cellulari hanno ignorato la raccomandazione e al ministero nessuno se nè accorto. Verrà scoperta ora perché funzionale alla diffusione degli auricolari? Intanto il pm ha mandato i carabinieri al ministero ad acquisire la documentazione dello strano caso. E a cercare risposte. |
(Il Corriere della Sera)