Telecom contro l'Authority

 

ROMA - Telecom Italia continua a sembrare un fortino accerchiato: minaccia l'Authority comunicazioni di chiedere i danni per il ritardo nella partenza di Internet veloce; cerca la pace con gli azionisti di risparmio ritoccando al rialzo il prezzo del buy-back; mostra fermezza con i sindacati che minacciano un febbraio di scioperi.
ADSL. Il turbointernet Adsl è veloce in tutto tranne che a partire. Annunciato il primo dicembre, è stato bloccato una prima volta dall'Authority comunicazioni, preoccupata che Telecom prenda un vantaggio rispetto ai concorrenti. Telecom ha allora fatto slittare la partenza al 10 gennaio, ma l'Authority di Enzo Cheli l'ha diffidata dal muovere un passo prima del 26 gennaio, quando scadono i trenta giorni dalla presentazione dell'offerta, e intanto ancora aspetta tutte le precisazioni tecniche sull'offerta. Telecom si è adeguata, come mostra la campagna pubblicitaria appena lanciata, ma nello stesso tempo ha mandato una controdiffida al funzionario dell'Authority responsabile del provvedimento, minacciandolo di dover risarcire i danni per aver imposto questo slittamento. Un atto che l'Authority giudica molto grave: "Nessun funzionario si muove a titolo personale - si spiega - quello di Telecom è uno scivolone figlio di altre epoche". Secondo Telecom, però, l'Authority non può intervenire sulle tariffe di Internet così come interviene su quelle telefoniche, vista la natura diversa del servizio. In realtà l'Authority sta aspettando che siano pronti a partire con l'Adsl anche Infostrada, Wind e Albacom, che hanno presentato i propri listini, in modo che il mercato non si trovi di fronte a una sola offerta nazionale, il Fast Internet di Tin.it.
BUY-BACK. Telecom ha deciso una operazione di riacquisto delle azioni di risparmio a un valore massimo di 6 euro, ma in Borsa il titolo ha chiuso a 6,17 euro, per cui gli azionisti e i rappresentanti dei dipendenti chiedono una revisione al rialzo del prezzo massimo del buy back. Roberto Colaninno sembra disponibile ad accogliere almeno in parte la richiesta. Questa mattina prima dell'assemblea si terrà una riunione del consiglio d'amministrazione della società in cui, secondo fonti finanziarie, verrà esaminata una modifica dei termini della proposta di buy back. Telecom nell'Opa sulle risparmio non vorrebbe comunque spendere più di 4,5 miliardi di euro (8.700 miliardi di lire), per cui o riduce il numero di azioni oggetto dell'acquisto oppure estende la possibilità del buy- back oltre i termini di scadenza dell'Opa, in modo da procedere all'acquisto nel caso in cui i titoli in futuro scendano sotto quota 6 euro.
SINDACATI. Scatta l'ultimatum dei sindacati a Telecom Italia: o sul piano industriale la società cambia atteggiamento o per la prima settimana di febbraio sarà proclamato uno sciopero di tutti i dipendenti del gruppo, con manifestazione nazionale a Roma, facendo scattare un vero e proprio scontro frontale senza più tregue. Questa la decisione presa dalle organizzazioni sindacali di categoria.

MARCO ESPOSITO

(La Repubblica)