Internet veloce, stop a
Telecom
Intanto Tim tratta per un'alleanza
con Bell South
L'Authority comunicazioni e l'Antitrust fermano il lancio del servizio a larga banda Adsl
ROMA - Internet bloccata per "eccesso di
velocità". L'Antitrust di Giuseppe Tesauro e l'Authority comunicazioni di Enzo
Cheli, con due diversi provvedimenti, hanno tirato fuori la paletta rossa per fermare
FastInternet, il servizio di Telecom, in sperimentazione in alcune città, che usa la
tecnologia Adsl. Motivo dello stop: la partenza bruciante di Telecom rischia di mettere
fuori gioco i concorrenti, che ancora non possono offrire la stessa tecnologia, perché
per farlo dovrebbero correre sulla rete Telecom. Ma le novità nella telefonia non
finiscono qui: dalle voci di alleanza tra Tim e Bell South, allo scontro sul fisso-mobile,
fino alle polemiche sulla scelta della città sede dell'Authority.
INTERNET VELOCE. Telecom Italia è partita, in via sperimentale, con l'offrire il servizio
di Internet veloce Adsl, per ora in sedici città fra le quali Roma, Milano, Torino e
Bologna. Il prezzo è di 400.000 lire di attivazione e 660.000 lire all'anno, con una
durata d'interconnessione illimitata. Tra pochi giorni il servizio doveva entrare nella
fase commerciale. Ma l'Authority di Cheli ieri ha imposto il blocco, in attesa che anche
altri operatori siano pronti a partire. Intanto l'Antitrust ha aperto un'istruttoria per
abuso di posizione dominante, visto che Telecom è partita con i servizi Adsl utilizzando
il proprio monopolio sulla rete locale. L'azienda di Roberto Colaninno replica che sono
state fatte offerte a tutti gli operatori di Internet (compresa Infostrada) per poter
offrire i medesimi servizi, che Telecom vende a pacchetti di 10 o 100 clienti per
centralina Adsl.
TIM CERCA PARTNER. Marco De Benedetti, amministratore delegato di Tim, ieri lo ha
annunciato a metà: è in arrivo un'alleanza internazionale. "Basta che non sia una
mossa solo finanziaria", ha commentato il senatore Franco Debenedetti. L'intesa in
arrivo, secondo le voci di mercato, è con la statunitense Bell South, una delle baby-Bell
nate dallo "spezzatino" di At&T.
FISSO-MOBILE. Telecom torna all'attacco di Cheli sulle tariffe fisso-mobile. Oggi
l'azienda di Colaninno prende 172 lire al minuto a fronte di un costo di 60 lire. Cheli
vuole abbassare il listino a 110 lire, ma Telecom non è disposta a scendere sotto le 140.
Una tariffa alta, ammette la stessa azienda, ma che serve a compensare la mancata
copertura del cosiddetto deficit dell'accesso, che ammonta a 4.000 miliardi. Si decide il
2 dicembre.
NAPOLI-TORINO. Tiscali ha dimostrato che si può fare Internet in tutta Italia da
Cagliari. Secondo Cesare Romiti, invece, non si può vigilare sulle telecomunicazioni da
Napoli, sede dell'Authority scelta, ad avviso del presidente di Rcs, per "ragioni
demagogiche", mentre era preferibile Torino. Il tema, per quanto fuori tempo visto
che la scelta risale a due anni fa, è stato il principale spunto di un convegno romano
sulla telefonia.
MARCO ESPOSITO
(La Repubblica) |