ROMA - Ferme fino a dicembre '99, le telefonate urbane potranno crescere di nuovo a
partire dal prossimo anno, ma non più dell'inflazione. Lo stabilisce la delibera
dell'autorità per le Comunicazioni appena pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, che ha
fissato il cosiddetto "price cap", cioè un tetto massimo sulle tariffe
telefoniche. Il provvedimento prevede infatti, per le chiamate all'interno dello stesso
distretto, un vincolo molto rigido, detto di "sub cap".
In particolare, per le chiamate urbane, viene imposto che a partire dal 2000 e fino al
2002 (salvo modifiche, che potranno essere decise entro dicembre del prossimo anno) i
prezzi non possano crescere più della variazione dell'inflazione accertata nell'anno
precedente.
La decisione di inserire all'interno del paniere del price cap alcuni vincoli per i
servizi (oltre alle chiamate urbane, ci sono il canone e i servizi residenziali come
l'avviso di chiamata) è stata presa dall'Autorità "per contenere il rischio che il
raggiungimento dell'obiettivo del price cap avvenga attraverso la riduzione dei prezzi
sottoposti a concorrenza, ed un contestuale aumento dei prezzi sostanzialmente in
monopolio".
Questo sul versante delle urbane. Ma, guardando in generale alla tariffe telefoniche,
vediamo che dal prossimo anno, se l'inflazione non subirà sostanziali variazioni, gli
utenti potrebbero avere dei consistenti risparmi: il meccanismo con cui calcolare il price
cap prevede infatti la fissazione di un indice di produttività, che va sottratto al tasso
di inflazione. L'indice è stato fissato al 4,5 per cento: facendo la sottrazione (price
cap 4,5, meno l'attuale tasso di inflazione pari all'1,7 per cento), l'intero paniere di
servizi di fonia vocale dovrebbe scendere nel 2000 del 2,8 per cento.(La Repubblica) |
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