- ROMA Saranno più semplici e mediamente più economiche le nuove tariffe
per chiamare i cellulari dai telefoni fissi di Telecom Italia. Verrà abolita lattuale
distinzione tra business e family, e gli attuali differenziali tariffari (particolarmente
forti nel caso delle chiamate ai family, che ora costano 170 lire al minuto notte e nei
fine settimana e oltre 1500 lire nelle ore di punta) verranno drasticamente ridotti: si
pagherà, con tutta probabilità, dalle 250 alle 900 lire al minuto. Con qualche
svantaggio per chi ora fa un uso "mirato" delle chiamate ai family nel fine
settimana ma con un vantaggio complessivo che si dovrebbe concretizzare in uno
"sconto" medio di circa il 20%.
Sono questi gli orientamenti espressi dallAuthority per le comunicazioni, che ieri a
Napoli ha formalmente ripreso listruttoria per la grande riforma del
"fisso-mobile" con lintenzione di varare una delibera definitiva «entro
qualche settimana», promette il commissario Alessandro Luciano. Largomento
ritornerà in consiglio la prossima settimana.
LAuthority sta dunque confermando fa sapere Luciano i criteri generali
già stabiliti nel giugno scorso, quando la delibera sembrava una questione di ore, o al
massimo di giorni. A decretarne lassoluta urgenza erano infatti le pressioni della
Ue perché si pianificasse entro lestate, anche nel nostro paese, la
"portabilità" del numero telefonico, ovvero la possibilità di cambiare gestore
ma anche tipologia contrattuale (per il cellulare, ma in prospettiva anche per il telefono
fisso) conservando il nostro vecchio identificativo, prefisso compreso. Di qui la
necessità di eliminare ogni distinzione nelle tariffe per chiamare prefissi
originariamente assegnati al contratti business o family.
I termini della questione stanno però cambiando. Nel senso che nel dibattito tra
Authority e gestori sta emergendo una soluzione meno radicale e più gradita alle parti in
causa, consumatori esclusi. La portabilità "secca" del numero pone problemi
oggettivi, sia tecnici (il software di centrale e le procedure amministrative sarebbero
gonfiate di complicate istruzioni aggiuntive) che di marketing (nessuno, tra i gestori,
gradisce la mancata identificazione dei prefissi con il proprio marchio). Ne sanno
qualcosa in Inghilterra, dove la portabilità è già entrata in vigore, ma tra mille
problemi. Ed ecco la nuova soluzione di compromesso: tutti gli operatori italiani
verrebbero obbligati a garantire per un congruo periodo minimo (da tre a sei mesi) una
casella vocale gratuita sul vecchio numero, che comunica al chiamante il nuovo
identificativo.
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