Nokia: nel 2003 più Internet su cellulare che su pc

HELSINKIFioriscono i sorpassi nel mondo dell’hi-tech. Da meno di un anno in Italia i cellulari hanno superato gli abbonati al telefono fisso, anticipando molti altri Paesi, e già ci viene proposta un’altra sfida. Secondo le stime della Nokia, nel 2003 il numero dei cellulari collegati a Internet sarà superiore a quello dei personal computer in rete. «Quando, negli anni 90, dicevamo che la voce sarebbe stata wireless — dicono a Helsinki — il mondo intero ci prendeva per visionari. Ma abbiamo vinto quella scommessa. E adesso siamo convinti che riusciremo ad aggiudicarci anche questa nuova tappa». Insomma, la grande battaglia dei cellulari per la conquista del Web è già cominciata. In tutta Europa infuria la guerra per aggiudicarsi le costosissime frequenze dell’Umts, cioè i cellulari di terza generazione che cominceranno a squillare nei prossimi anni e che avranno la "banda larga" con la possibilità di trasportare una grande quantità di informazioni insieme alla voce. Ma intanto c’è chi lavora per rendere più veloci i collegamenti del "vecchio" Gsm che finora aveva una scarsa propensione a trasmettere dati. In pratica, una nuova tecnologia ponte serve per allungare la vita del Gsm e spianare la strada ai nuovi servizi mobili a banda larga che arriveranno con i cellulari di terza generazione. Proprio ieri la Nokia ha annunciato la disponibilità commerciale su larga scala delle applicazioni per la trasmissione dati sui telefoni esistenti, un sistema in grado di quadruplicare la capacità di trasporto dei terminali di seconda generazione. In pratica una specie di "gerovital" del Gms. Anche perchè, nonostante le grandi aspettative create poco meno di un anno fa con l’accordo mondiale sugli standard dei cellulari di terza generazione, le cose stano andando meno velocemente del previsto. E questo sia per ritardi dovuti alla messa a punto della tecnologia, sia per i continui slittamenti che le maxiaste (e i successivi ripensamenti sulle modalità di assegnazione delle frequenze Umts) stanno determinando in quasi tutti i Paesi, Italia in testa. Quanto alle nuove applicazioni, le sigle per classificare questa nuova frontiera del radiomobile si sprecano: si va dal Gprs (General packet radio service) al Wap (Wireless application protocol) che in Giappone ha ottenuto un buon successo. Ma la traduzione della giungla di acronimi è una sola: i produttori, dopo aver venduto centinaia di milioni di telefonini in pochi anni, adesso puntano tutto sull’offerta di nuovi servizi, in attesa che diventino realtà i cellulari di terza generazione (per ora esistono solo prototipi). I sostenitori dei cellulari ritengono infatti che sia il terminale più adatto per lanciare i nuovi scambi dell’e-commerce. Ma intanto la battaglia sul mercato continua: un concorrente della Nokia nelle reti mobili, la canadese Nortel, ha annunciato di essersi aggiudicato il contratto per realizzare la rete inglese di Cellnet (Bt) con la tecnologia Umts.

Franco Vergnano

(Il Sole 24 ore)