Tecnost cresce ancora in Telecom
| ROMA - Colaninno sposta le
sue pedine sulla scacchiera del gigante delle telecomunicazioni che ha costruito. Sul
piano finanziario accresce la partecipazione di Tecnost nel capitale di Telecom Italia e
quella di Olivetti nel capitale di Tecnost. Sul piano industriale avvio il previsto
scioglimento di Italtel (joint-venture con Siemens), di cui ieri il consiglio di
amministrazione di Telecom ha approvato la divisione delle attività tra i soci. E intanto
la stessa Telecom sottolinea i vantaggi per il consumatore che verranno dal riassetto
tariffario che ha appena intrapreso, diffondendo i dati comunicati allAuthority di
settore, dai quali risulta che il pagamento secondo i tempi effettivi di chiamata
(anziché i vecchi scatti) porterà agli utenti un risparmio medio del 9%. Le variazioni di capitale, tutte in direzione di un controllo rafforzato di Colaninno sul gruppo, sono state diffuse ieri da un comunicato della Olivetti, che le quantifica così: Tecnost porta la sua partecipazione nel capitale ordinario di Telecom Italia al 55,00% (dal 52,12% ottenuto con l'Opas vittoriosa) e Olivetti cresce nel capitale ordinario di Tecnost - la società attraverso cui è stata materialmente compiuta la scalata - fino al 72,80% (dal 70,03% detenuto al 2 settembre scorso). Il comunicato precisa che «gli aumenti sono il risultato di acquisti effettuati sul mercato», motivandoli con «la convinzione che agli attuali corsi, l'ampliamento delle rispettive partecipazioni rappresenti un'importante valorizzazione degli investimenti effettuati». Riguardo a Italtel, da cui Colaninno aveva da tempo annunciato lintenzione di uscire, il consiglio di amministrazione di Telecom Italia ha deciso di avviare lo scioglimento della joint-venture paritetica con Siemens, approvando per intanto la separazione delle attività relative ai sistemi per reti fisse, fonia, dati e immagini (che resteranno a Telecom) da quelle degli apparati per reti radiomobili e sistemi trasmissioni. Queste ultime passeranno di fatto alla Siemens, venendo attribuite alla Telsi, che è la società a cui fa attualmente capo la joint-venture. Per quanto riguarda le attività di Italtel attribuite a Telecom Italia, il comunicato di Telecom dopo il Consiglio aggiunge che «sono in via di approfondimento contatti con alcuni tra i principali operatori del settore per mettere a punto un nuovo progetto industriale volto a ottimizzare le attività di assistenza, fornitura e sviluppo tecnologico». E ancora di ieri la notizia che Umberto Silvestri è stato nominato consigliere di amministrazione di Flag Telecom Holdings, la società multimediale del gruppo con sede a Londra che opera nelle grandi reti internazionali di telecomunicazione. Ieri la Telecom ha diffuso i dati sul traffico telefonico che ha trasmesso all'Authority per le comunicazioni, rilevati sul totale delle chiamate effettuate nel '98 (che sono state circa 30 miliardi): da queste cifre risulta che il sistema di tariffazione a tempo (Tat), in vigore da lunedì 1° novembre al posto del vecchio sistema a scatti, si tradurrà in un risparmio medio del 9% per chi telefona. Questo perché gli italiani fanno in maggioranza telefonate brevi: il 48% di esse dura meno di 53 secondi nelle ore di punta e questa percentuale sale al 56,15% nelle ore non di punta (durata media 91 secondi). Gli utenti risparmieranno dunque le cifre corrispondenti alla differenza fra i secondi effettivi di conversazione e gli scatti fittizi che si pagavano allorché si sforavano le successive soglie temporali. I risparmi più consistenti saranno realizzati sulla chiamate distrettuali, cioè quelle non urbane fatte per aree con lo stesso prefisso che comporteranno, sempre secondo Telecom, un risparmio medio del 56%, con punte oltre il 70%. Le chiamate interurbane e internazionali non avranno, dal 1° novembre, variazioni ma il canone aumenterà di 1.200 lire al mese. Luigi Grassia (La Stampa) |