Telecom vende Meie e punta su Madrid

Telecom incassa in Italia e punta sulla carta spagnola. Ieri, infatti, Telecom ha finalmente realizzato due tasselli della strategia annunciata da Roberto Colaninno: la vendita della Meie all’Unipol e la costituzione, con Endesa e Union Fenosa, di Auna, gruppo integrato di telecomunicazioni che intende sfidare la leadership di Telefonica in Spagna. La cessione della quota di maggioranza del gruppo Meie (400 agenzie, 500 dipendenti, premi per 1.200 miliardi di lire, utile di 22 miliardi) frutterà alla Telecom circa 670 miliardi di lire. A tanto ammonta la cifra che l’Unipol, assistita dalla Deutsche Bank, verserà nelle casse della Telecom per il 51,2% della Meie assicurazioni e del 51% della Meie Vita (più il 49% detenuto indirettamente tramite la Meie assicurazioni). Ma, al di là della cifra incassata, fa notizia la fine di una maratona incredibile. Per definire la vendita di Meie, infatti, Telecom ha scelto il sistema dell’asta competitiva, dando così ad una gara «arbitrata» dalla banca d’affari Flemings che ha visto la partecipazione di venti concorrenti. Unipol, che aveva avuto un ruolo nella scalata di un anno fa (l’iter così complesso si spiega proprio con la necessità di garantire la massima trasparenza all’operazione) si è aggiudicata la corsa, che si era ristretta alla fine a sole tre offerte. Sempre la compagnia bolognese ieri ha rilevato altre due piccole compagnie, questa volta dalle Generali di Trieste: si tratta della «Aurora» e della «Navale assicurazioni». In questo caso l’importo pagato per il controllo è pari a 480 miliardi di lire. Non meno rilevante, per Telecom, l’affare spagnolo, ovvero la costituzione di Auna. L’ambizione dichiarata dei tre partners è di dar vita ad un operatore «integrale di telecomunicazioni» in grado di raggiungere in cinque anni la cifra di 10 milioni di abbonati, con una quota del mercato spagnolo (oggi pari a circa 16 miliardi di euro) non inferiore al 15%. La Spagna, con un tasso di crescita previsto non inferiore al 9% nei prossimi tre anni, promette di essere una delle aree di espansione più promettenti del vecchio Continente. Nella holding Auna confluiranno le partecipazioni di Telecom Italia, Endesa e Union Fenosa attualmente detenute in Retevision (telefonia fissa e broadcasting), Retevision interactiva (Internet), Amena (telefonia mobile), Quiero tv (tv digitale) più vari operatori della tv via cavo. In tutto, un pacchetto forte di 1,7 milioni di clienti nel mobile, oltre due milioni nella telefonia fissa, più di 600 mila abbonati Internet con un giro d’affari superiore a 800 milioni di euro che, secondo gli obiettivi, dovrebbe salire a 5.000 milioni nel 2004.Telecom Italia sarà il secondo azionista del gruppo, con una partecipazione del 37,50%, superiore a quella della Union Fenosa, pari al 23,61%, un gruppo industriale diversificato. Il primo azionista sarà l’Endesa, il gruppo che controlla circa la metà della produzione e della distribuzione di elettricità in Spagna che avrà una quota del 38,89%.

(La Stampa)