A luglio il decollo di Seat-Tin.it

Discusso e approvato, com'era del resto prevedibile, il progetto Seat-Tin.it da parte del consiglio di Telecom Italia che, però, dovrà riconvocarsi il primo di marzo per decidere modalità e tempi (cioè i particolari in fondo più attesi dal mercato e dagli azionisti) della struttura finanziaria dell'operazione. Per ora, l'unico particolare aggiunto rispetto a quelli già risaputi è che l'integrazione delle attività di Tin.it in Seat-Pagine Gialle «dovrebbe essere completata entro luglio». In più, nelle quattro ore di riunione, il consiglio presieduto da Roberto Colaninno è stato informato dell'aumento di capitale deliberato dalla controllata (al 35%, stessa quota del gruppo Murdoch) Stream lo scorso 4 febbraio, una ricapitalizzazione da 540 miliardi cui si sono detti disponibili, ognuno per la loro quota, sia Colaninno che Rupert Murdoch e che ha invece scatenato le ire di Vittorio Cecchi Gori, azionista al 18%, molto polemico soprattutto nei confronti di Murdoch («Mi vuole estromettere») e la decisione di rinunciare al loro 12% da parte delle quattro squadre di calcio (Fiorentina, Roma, Lazio e Parma) associate nella Sds. Punta su Stream, la pay tv che potrebbe avere un ruolo importante nell'offerta internettiana del gruppo, la Telecom, senza ovviamente perdere di vista il core business telefonico. Anzi, dalla Spagna indiscrezioni giornalistiche, ieri confermate dai diretti interessati, danno Telecom Italia in corsa per l'acquisto del 51% dell'operatore telefonico colombiano Etb (valore stimato 1,42 miliardi di dollari) guarda caso in concorrenza con l'iberica Telefonica che giorno dopo giorno sta diventando l'antagonista numero uno di una Telecom che non ha mai nascosto le sue mire in importanti mercati di lingua spagnola come l'Argentina e il Sud America. Colombia nuovo fronte di possibile espansione internazionale ma anche Turchia dove, come ha anticipato il ministro del Commercio estero Piero Fassino in visita pr oprio in Turchia, «Telecom è interessata sia a ulteriori step di privatizzazione di Turk Telekom sia alla gara per il terzo gestore di telefonia cellulare». E così, sorvegliando il cotè estero e aspettando il matrimonio (entro luglio) Seat-Tin.it, mentre la Consob è stata informata ufficialmente che l'Olivetti (nella quale la Bell è ormai in procinto di crescere oltre il 25%) ha arrotondato attraverso Tecnost la sua partecipazione di azionista di maggioranza relativa oltre il 55%, il consiglio ieri ha anche approvato una delle dismissioni previste nel piano industriale del gruppo e cioè la cessione (per 55 miliardi) alla Selma Bpm gruppo Mediobanca del 60% di Teleleasing, la società di leasing del gruppo che continuerà a essere la partner preferenziale del gruppo nel settore laesing tanto che Telecom manterrà un 20%. Ma è chiaro che è su Internet, e quindi sullo zoccolo duro che si sta costruendo con l'integrazione Tin.it-Seat, che Colaninno sta giocando le sue carte più importanti. Non a caso, il comunicato emesso ieri al termine del consiglio tratteggia con evidente soddisfazione l'identikit del futuro colosso made in Italy di Internet che unisce due tra i maggiori portali italiani, Virgilio di Seat (100 milioni di pageview al mese) e Tin.it (70 milioni di pageview), e che è pronto a sfoderare sia nel consumer che nel settore piccole imprese una forza senza concorrenti per ora: agli oltre 2,5 milioni di abbonati Tin.it (700mila a pagamento) si uniranno gli assets di Seat (2mila venditori e 640mila clienti) cui si aggiungeranno, conclusa l'Ops in corso, i 1.200 punti vendita della Buffetti. In attesa di sapere, il prossimo primo marzo, i particolari finanziari dell'operazione, il consiglio ha ribadito che le intese comportano «l'incremento della quota Telecom in Seat fino al 29,9% a un prezzo di 4,5 euro per azione» cui seguirà l'integrazione vera e propria «attraverso modalità in via di definizione».

(La Stampa)