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Blu «attacca» Tim: roaming troppo caro ROMA-Scoppia la guerra del roaming tra Tim e Blu, il quarto gestore Gsm che deve ancora avviare il servizio e punta contemporaneamente ad una delle cinque licenze per l’Umts, il nuovo telefonino multimediale che nascerà nel 2002. È troppo alta — accusa Blu — la richiesta economica di Tim per concedere il roaming sulla propria rete (un obbligo previsto dalle normative per la concorrenza sia comunitarie che nazionali) fino a quando il nuovo gestore non avrà completato la realizzazione del proprio sistema di antenne. Le trattative, iniziate nel novembre scorso, si sono interrotte e Blu ha formulato un ricorso contro Tim all’Authority per le comunicazioni. Il prezzo al quale i nuovi gestori potranno usufruire delle reti dei concorrenti devono essere orientate ai costi, la cui entità è tuttavia oggetto di valutazioni ancora controverse. Ma alla base del suo ricorso contro la Tim il presidente di Blu, Giancarlo Elia Valori, pone un dato apparentemente incontrovertibile. La richiesta Tim sarebbe superiore di circa il 30% al prezzo medio al minuto, attorno alle 280 lire, già concordato con Omnitel in via provvisoria fino al prossimo 31 dicembre. «Il costo del roaming in Italia è fra i meno onerosi d’Europa» replica la Tim in una nota nella quale rileva che per limitare gli oneri a carico di Blu aveva proposto di condividere provvisoriamente, dietro pagamento di un apposito canone, anche le frequenze assegnate al nuovo operatore che quest’ultimo non avrebbe per il momento utilizzato in quanto sprovvisto di impianti. Ciò favorirebbe l’attivazione del roaming superando i problemi di congestione della rete (la Tim serve attualmente quasi un milione di utenti per megahertz, più di ogni altro operatore in Europa), fa notare l’operatore del gruppo Telecom Italia. Ma Blu ha deciso di «respingere questa proposta», sostiene la Tim. Il contenzioso appare ancora più delicato in vista dell’attivazione del sistema Umts, che in una fase iniziale dovrà funzionare con un massiccio roaming con le reti Gsm degli attuali operatori, introducendo progressivamente le nuove prestazioni multimediali che segneranno la convergenza della telefonia cellulare verso i servizi telematici interattivi. Un’evoluzione che sarà per la verità piuttosto lenta, se sono vere le previsioni formulate dal sottosegretario alle Comunicazioni Michele Lauria. Che avverte: i tempi per assegnare le licenze Umts (quest’estate o al massimo l’autunno) rimangono quelli previsti, ma il servizio Umts funzionerà a pieno regime non prima della metà del 2004. «Ci vorrà un anno e mezzo dalla gara per la sperimentazione, e poi bisognerà coprire il territorio nazionale» spiega Lauria. Non a caso i gestori Gsm stanno cercando di introdurre le prime prestazioni multimediali già con l’attuale sistema. Proprio ieri Omnitel ha annunciato il lancio ufficiale sui propri telefonini del servizio wap (wireless application protocol) che consentirà l’accesso, attraverso il portale mobile Omnitel 2000, a oltre 100 servizi telematici, compresa la posta elettronica, attraverso uno dei nuovi telefonini Gsm dotati di "micro browser" per navigare in Internet. Entro la fine dell’anno «almeno un milione di italiani navigheranno in rete dal loro cellulare» azzarda Vittorio Colao, amministratore delegato di Omnitel. Nella vivacissima ricerca dei nuovi business legati alla liberalizzazione delle reti di telecomunicazioni da segnalare che le Ferrovie dello Stato hanno dato alla Warburg Dillon Read l’incarico di advisor per assistere la neocostituita Basictel, con la quale le Fs contano di utilizzare i 9mila chilometri della rete elettrica di distribuzione che alimenta le infrastrutture ferroviarie per ospitare cavi in fibra ottica destinati alla trasmissione di fonia e dati. La Warburg dovrà effettuare una valutazione sul progetto per poi cercare, entro l’estate, un partner industriale che consenta alle Fs di "mettere a reddito" la nuova capacità trasmissiva affittandola agli altri operatori. F.Re. (Il Sole 24 ore) |