Telefonate urbane, ecco gli sconti

ROMA - Quattro cifre in più per tre lire in meno. Dal primo gennaio si potrà rinunciare a Telecom anche per le telefonate urbane, ma con sconti in molti casi minuscoli. L'arrivo della concorrenza sulle telefonate urbane era stata annunciata da Wind qualche settimana fa mentre ieri è stata la volta di Infostrada. La quale però ha fatto di più: oltre agli annunci ha presentato il listino, per cui per la prima volta ci sono tariffe alternative a quelle di Telecom Italia.
Chi si è abituato agli sconti favolosi delle interurbane e internazionali resterà deluso. Sulle urbane vere e proprie i margini per i nuovi gestori sono bassi e questo si riflette sul prezzo per il cliente. In molti casi la "fatica" di fare le quattro cifre del prefisso (1-0-5-5) prima della chiamata sarà ricompensata solo da uno sconto di 3 lire al minuto. Tuttavia, spulciando nelle pieghe del listino, emergono aree dove la convenienza è più netta. Per esempio il sabato mattina per Telecom è ora di punta dalle 8 alle 13, mentre per Infostrada si applica la fascia ridotta; risultato: con Infostrada si paga la metà, 18 lire al minuto invece di 37. Buona la convenienza anche nelle chiamate fuoriporta, quelle cioè con il medesimo prefisso ma fuori dal distretto urbano, come per Roma-Frascati. Qui Infostrada continua ad applicare i prezzi urbani, con lo scatto alla risposta di 120 lire invece delle 152 di Telecom, e con costi al minuto di un terzo più bassi. Attenzione però alle chiamate lunghe, come i collegamenti a Internet. Infostrada non applica gli sconti dopo il sedicesimo minuto e nemmeno le agevolazioni che permettono di dimezzare il costo per una singola utenza (di solito appunto quella del collegamento Internet). Risultato: digitando 1055 si rischia di pagare di più.
Il servizio di telefonia locale per la clientela privata di Infostrada comincia il primo gennaio solo in sette aree: Milano, Bologna, Bari, Padova, Modena, Ancona e Ivrea. Entro marzo 2000 il servizio sarà esteso in molti altri distretti, fra i quali Roma, Napoli, Torino, Genova e Firenze.
Abbonarsi a Infostrada, Wind o agli altri operatori concorrenti, però, non significa rinunciare a Telecom. Infatti anche chi dovesse fare tutte le chiamate digitando disciplinatamente il prefisso 1055 si vedrà recapitare la bolletta di Telecom, per pagare il canone di 43.200 lire al bimestre. Perché arrivi la concorrenza completa, ha spiegato ieri l' Authority comunicazioni, bisogna aspettare almeno la metà del 2000. Wind, comunque, ha anticipato che si accollerà il costo del canone di Telecom, ma solo per i clienti che comprano anche il telefonino e sviluppano un certo traffico, orientativamente di 300.000 lire al mese.
Con l'occasione del lancio del servizio per le urbane, Infostrada ha anche ritoccato i listini per le interurbane e internazionali. La novità principale è la nascita della tariffa "dopo cena" che dalle 22 alle 8 del mattino costerà 60 lire al minuto (Iva compresa), contro le 108 lire minime finora presenti sul mercato e le 176 lire di Telecom. Non sono state toccate le tariffe per chiamare i cellulari, che per Infostrada sono ancora piuttosto care (anche 1.380 al minuto), in attesa del provvedimento dell'Authority sul fisso-mobile.
Il quale doveva esserci ieri. Dieci giorni fa l'Authority ha detto che aveva deciso ma doveva aspettare il parere dell'Antitrust. Ieri ha fatto sapere che il parere è arrivato ma ora ci vuole un giro di audizioni. Intanto Telecom e Infostrada si sono alleate nel dire no alla manovra per la parte che riguarda il fisso. Infatti il taglio sul fisso è più forte di quello sul mobile. I gestori mobili replicano sostenendo che la percentuale della tariffa che finisce al fisso è più alta di quella media europea. Nel dubbio non si decide.

MARCO ESPOSITO


(La Repubblica)