Telefonica, la Spagna vuole Kpn meno pubblica

MADRID - Il cda di Telefonica è stato sospeso ieri e riprenderà oggi la discussione su un'eventuale alleanza tra la spagnola Telefonica e l'olandese Kpn. Una cessione che dovrebbe prima passare attraverso la vendita "irreversibile e immediata" della partecipazione che lo stato olandese detiene ancora nell'operatore di tlc, oggi pari al 43% come ha dichiarato il ministro spagnolo dell'economia, Rodrigo Rato, che in una lettera resa pubblica e indirizzata al suo omologo olandese Gerrit Zalm afferma che secondo la legislazione spagnola, il governo olandese "detiene una partecipazione eccessiva in Kpn". Secondo Rato, la cui lettera coincideva con la convocazione del cda di Telefonica sulla possibile alleanza con Kpn, "gli impegni del ministro olandese sulla vendita di tale quota deve tradursi il più rapidamente possibile nei fatti". Il governo spagnolo giudica "essenziale" la massima riduzione delle partecipazioni pubbliche di quelle imprese che operano su mercati liberalizzati e sottolinea il proprio sostegno allo sviluppo di un mercato unico libero delle telecomunicazioni su base europea, formato da imprese private e indipendenti. Rato ha concluso sottolineando che a differenza della situazione olandese, la legislazione spagnola che regola il coinvolgimento del governo in Telefonica attraverso la "golden share" "è chiara e pone dei limiti agli interventi del governo e alla loro durata". Intanto ieri, nell'attesa dell' accordo, il titolo del principale fornitore di tlc iberico ha registrato qualche incertezza sui mercati. Telefonica ha registrato un calo alla Borsa di Madrid sui timori di possibili ostacoli alla fusione. In calo i titoli delle due società. E non si è fatta attendere la replica di Kpn al ministro dell'Economia spagnolo: "E' anche possibile che lo Stato decida che questo sia il momento di uscire da Kpn. Non siamo preoccupati. Non c'è alcun motivo di panico", ha detto il portavoce di Kpn, Michel Huber.

(La Repubblica)