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Arriva la gara per il nuovo cellulare ROMAScatta il conto alla rovescia per il nuovo telefonino multimediale Umts: la gara entro poche settimane, la licenza a ben cinque gestori entro l’estate, il via commerciale nel gennaio 2002. Attorno al nuovo nato si muovono tutte, davvero tutte, le imprese del settore. Si alleano, formano cordate, giurano sulle mirabolanti opportunità di business del nuovo mezzo, capace di offrire a tutti il primo sbocco sull’infocosmo. Sarà così?Attenti alle facili illusioni. L’Umts non sarà in grado né di fare concorrenza né di sostituire le nuove linee telematiche ad alta velocità. Quelle, per intenderci, che finalmente stanno portando dentro casa perfino la televisione ad alta definizione. «L’Umts è stato propagandato, un po’ affrettatamente, come una piattaforma multimediale in grado di sostituire il cablaggio. Non è così. Per una prestazione di questo tipo bisognerà aspettare il cellulare di quarta generazione, che arriverà dopo il 2010».A illustrare i pregi (tanti) ma anche le illusioni del nuovo sistema è un esperto italiano della materia: Valerio Zingarelli, direttore della rete Omnitel nonché responsabile dell’Umts per il gruppo Mannesmann, la società che controlla Omnitel e che ora è passata a sua volta nell’orbita di Vodafone.Voce, suoni, immagini: in un telefonino digitale è tutta una questione di "banda", ovvero l’insieme di bit che si possono trasmettere ogni secondo sul canale telefonico. Ed ecco la prima delusione: i due megabit (due milioni di informazioni elementari) promessi dall’Umts sarebbero in grado, se usati integralmente da un singolo apparecchio, di gestire effettivamente un segnale televisivo in tempo reale. «Ma ciò non accadrà. Perché questo "spazio" corrisponde alla metà della capacità totale di ogni singola stazione Umts e andrà diviso tra più utenti, per non bloccare il sistema» spiega Zingarelli.Risultato: la massima velocità da assegnare al singolo utente non potrà superare i 300 kilobit (migliaia di bit) al secondo per brevissimi istanti e i 144 Kbs per un tempo più lungo. Non è poco, comunque: si accelera di venti o quaranta volte rispetto all’attuale telefonino digitale Gsm (che già consente la navigazione, anche se un po’ lenta, in Internet), da tre a cinque volte rispetto a una buona linea telefonica domestica, il doppio rispetto a un collegamento Isdn. Ma l’Umts si ferma comunque alla metà di quel che offre la nuova "superlinea" Adsl che Telecom e altri gestori stanno proponendo in questi giorni agli utenti italiani come primo passo verso la vera multimedialità interattiva.Cosa si potrà fare e cosa non si potrà fare, allora, con il nuovo telefonino? L’Umts è fuori gioco — taglia corto Zingarelli — per i video ad alta definizione in tempo reale, ma anche per i film da "scaricare" per una visione successiva. «Alle velocità previste per la normale gestione dell’Umts sarebbe assolutamente improponibile: anche utilizzando l’intero canale a 2 Mbs, per trasferire un film ad alta definizione di due ore, che nonostante le tecniche di compressione occupa ben 24 gigabytes (più di quanto contiene un hard disk di un Pc evoluto, n.d.r.) occorrerebbero 7 ore di collegamento continuo» spiega il responsabile della rete Omnitel.I pregi dell’Umts sono comunque tanti, per gli utenti e per i gestori che adotteranno il nuovo sistema. Gli utenti potranno comunque "scaricare" videoclip attraverso gli appositi centri servizi che stanno già nascendo a supporto delle nuove prestazioni dei cellulari (come la neocostituita TjNet, che offrirà brani musicali anche sugli attuali Gsm). Potranno avventurarsi anche nella videoconferenza, anche se dovranno accontentarsi di immagini a bassa definizione e un po’ a scatti. E potranno comunque navigare in Internet anche in movimento, a velocità comunque superiori a quelle del normale telefono domestico, con la possibilità di accedere in modo rapido e flessibile, in ogni momento e in ogni luogo, alla prorompente marea di servizi che ogni giorno arricchisce la "rete delle reti": dalla telebanca alla formazione a distanza, dai giornali elettronici fino alle vere applicazioni di telelavoro.Il tutto con un apparecchio dual mode, capace di agganciarsi anche alle attuali reti Gsm, sia in Italia (dove il segnale Umts non fosse ancora disponibile) sia all’estero. Per gestire i servizi più semplici direttamente dal piccolo visore e dalla minuscola tastiera, ma anche per unirsi, per le applicazioni più "pesanti" e sofisticate, al Pc portatile, magari attraverso un collegamento a raggi infrarossi senza filo.Grandi, grandissimi, i vantaggi per il gestore. Che può intanto contare su un raddoppio di efficienza del sistema, rispetto al Gsm, in termini di sfruttamento delle frequenze a disposizione per le normali conversazioni "voce". Basti pensare che su un canale radio, che nel vecchio telefonino analogico Tacs consentiva una sola conversazione nell’ambito della copertura della stazione cellulare, possono viaggiare sino a 16 telefonate contemporanee contro le otto del Gsm.Ulteriore vantaggio: le antenne del sistema «sono sovrapponibili e addirittura integrabili con quelle del Gsm, e questo ci consentirà di allestire la nuova rete in maniera veloce e senza alcun impatto ulteriore — garantisce Zingarelli — con i vincoli urbanistici e ambientali». Tanto è vero che gli strateghi Omnitel, sicuri di vincere una delle licenze Umts che il Governo italiano promette di mettere in gara entro qualche settimana, stanno già premendo sull’acceleratore.I partner di Omnitel per la nuova avventura ci sono già: l’americana Lucent per le stazioni "radio-base" e la finlandese Nokia (che ha già costruito la rete Gsm di Omnitel) per i telefonini e i nuovi servizi. «La sperimentazione è già partita. E a maggio una "stazione" installata su un pullman comincerà a viaggiare per l’Italia per dimostrare subito a tutti gli utenti i pregi, comunque significativi, del nuovo sistema» annuncia Zingarelli. Federico Rendina (Il Sole 24 ore) |