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Colaninno:"Con Seat procediamo presto nuovi annunci" MILANO (vi.p.) - Roberto Colaninno chiama a raccolta i manager di Telecom e convoca una convention a Roma per illustrare le linee guida del piano, realizzato dalla McKinsey, per riorganizzare il gruppo, che aveva "una gestione centralizzata e fortemente burocratizzata". E' l'occasione per snocciolare i punti di orgoglio della Telecom targata Olivetti (più 133% la performance del titolo in Borsa nei primi mesi del Duemila, più 65 quella di Tim) e per dichiarare che il valore in Borsa non è ancora quello adeguato al titolo. Ma è anche l'occasione per rassicurare i sindacati ("non ci saranno altri esuberi, oltre quelli previsti") e per puntare i riflettori sulle strategie, che vedono al primo posto Internet, l'e-commerce e le attività collegate. Colaninno ha ricordato che Tin.it ha creato un valore - finora inespresso - di 50.000 miliardi e che l'integrazione con Seat produrrà un gruppo leader a livello internazionale, che vale 95-100 mila miliardi e che toccherà 6.000 miliardi di fatturato nel 2002. In proposito, il presidente della Telecom ha aggiunto che "l'accordo è importante ed è inutile contrastarlo", ha ribadito che la tabella di marcia dei tempi è rispettata e che presto "verranno fatti annunci" (l'operazione dovrebbe avvenire prima dell'estate, è stato più volte dichiarato in passato) ed ha ricordato che agli azionisti Telecom verranno distribuiti, tra dividendi e azioni Seat, 10.000 miliardi. Dunque, Colaninno promette un grande futuro per Telecom e per Tim, sebbene quest'ultimo titolo ultimamente abbia un po' sofferto "anche per via degli strani valori relativi alle licenze dell'Umts, strani perché non corrispondenti al loro effettivo valore". Il patron di Telecom insiste molto su questo punto e lancia una sorta di "ammonimento" al governo: "Anche in settori in grande sviluppo, non si può pretendere di portare a casa qualsiasi cifra", dice riferendosi alle licenze che devono ancora essere assegnate. Il futuro del gruppo, che prevede forti sinergie tra il fisso, il mobile e la parte Internet, vedrà anche nuovi annunci per i contenuti e accordi con il mondo finanziario, nella new economy. Ribadito ancora una volta che la licenza per la telefonia mobile in Turchia (pagata salata) è stata in realtà un affare, perché al prezzo di una licenza nei fatti ne sono state ottenute due, scoraggiando gli altri a partecipare alla gara per quella successiva, Colaninno ha aggiunto che Telecom non intende uscire dalla parte informatica e che è ancora alla ricerca del partner giusto per Finsiel. In vendita invece continua ad essere Sirti. Sempre in ambito di tlc, la spagnola Telefonica sarebbe in procinto di entrare nella contesa per l'acquisto di Orange, la compagnia di telefonia mobile che Mannesmann è costretta a vendere per ragioni di Antitrust, dopo essere stata acquistata da Vodafone AirTouch. Per questa operazione Telefonica avrebbe richiesto un nuovo ingente prestito bancario. (La Repubblica) |