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Scissione e quotazione per i telefoni Autostrade MILANO - Telefonia fissa, mobile, Internet, trasmissione voce, dati e video ad alta velocità. Sull' affollatissima scena delle telecomunicazioni italiane irrompe un nuovo protagonista, dal nome prestigioso: la Società Autostrade. La svolta, preannunciata dalla nomina di Vito Gamberale al vertice operativo dell'azienda presieduta da Giancarlo Elia Valori, prende forma, e si concretizza in un progetto messo a punto da Gamberale con l'aiuto di una tra le più autorevoli merchant bank internazionali e che, pur non essendo stato ancora esaminato nei dettagli dal consiglio, è ormai in avanzato stato di elaborazione. Lo sbocco finale è la Borsa, o meglio (Autostrade è già quotata al listino principale di Piazza Affari) lo spin-off delle attività nelle tlc e la loro autonoma quotazione sul mercato azionario milanese. L'architettura del progetto poggia su quattro pilastri: il trasporto a lunga distanza, le tlc fisse, i telefonini di nuova generazione, l'infomobilità. Denominatore comune, lo sfruttamento della rete autostradale e dell'enorme bacino di utilizzatori dell'attività "core" dell'azienda. Il piano, soprattuto il capitolo della rete fissa, è aperto alla partecipazione di altri soci, "industriali" e finanziari. Per esempio, è in rampa di lancio l'accordo con le municipalizzate di quattro capoluoghi del Nord Est (Bergamo, Verona, Vicenza e Padova) per la creazione di una holding comune e di quattro società "dedicate" alle singole realtà locali per lo sfruttamento delle reti in fibra ottica che consentono il trasporto di dati e immagini video ad alta velocità e naturalmente l'accesso a Internet. Società alle quali dovrebbe partecipare anche un gruppetto selezionatissimo di partner finanziari. Di telefonia mobile, ovviamente, si occuperà Blu, il consorzio (titolare della quarta licenza) di cui Autostrade controlla la quota di riferimento, pari al 32%, e nel cui azionariato figurano anche Edizione Holding (la finanziaria al vertice del gruppo Benetton, che attraverso Schemaventotto è anche il socio- guida di Autostrade), British Telecom, Mediaset, Italgas e Caltagirone. Dell'infomobilità si occuperà infine un quarto settore d'attività, con l'obiettivo di fornire servizi mirati ai clienti "in movimento" della rete autostradale. Il tutto sarà probabilmente assemblato sotto un unico cappello societario, che Gamberale vorrebbe portare in Borsa entro la fine dell'anno, anche se la congiuntura borsistica in queste settimane non pare poi così favorevole alla valorizzazione delle aziende di telecomunicazioni. Tecnicamente, la quotazione di "Autostrade due", potrebbe avvenire dopo la scissione dalla società madre o più semplicemente con una Ipo (un collocamento al pubblico) della nuova realtà aziendale. Roberto Rho (La Repubblica) |