Wind, la quota di DT nel mirino dell'Enel

ROMA (e. bor.) - L'Enel vuole riacquistare la quota del gestore telefonico Wind, ceduta a suo tempo alla Deutsche Telekom. Il gruppo elettrico intende inoltre allargare la sua presenza nel settore delle telecomunicazioni, puntando anche su Internet. Ma nei suoi piani c' è anche la distribuzione del gas naturale, in diretta concorrenza con la Snam del gruppo Eni. Intanto la riduzione delle tariffe elettriche non condiziona i conti del gruppo, che nei primi tre mesi dell'anno in corso ha ottenuto ricavi per 11.150 miliardi di lire, con un incremento di oltre il 12 per cento rispetto allo stesso periodo del ' 99. Il margine operativo lordo si attesta a 4.461 miliardi, sostanzialmente in linea con i 4.477 miliardi del primo trimestre '99. Nei primi tre mesi del 2000 sono comunque proseguiti i tagli al personale e i dipendenti sono passati a 76.806 unità, il 2,2 per cento in meno rispetto al 31 dicembre scorso. La richiesta di elettricità, nel trimestre considerato, è aumentata del 6,5 per cento. Sono questi i principali dati della trimestrale approvata ieri dal consiglio d'amministrazione dell'Enel. Dalla relazione al bilancio '99 si apprende intanto che l'amministratore delegato Franco Tatò e il presidente Chicco Testa hanno ricevuto più di 3 miliardi di lire lorde quale "premio" per l'attività svolta e i risultati conseguiti nell'ambito del collocamento in Borsa dell'Enel. Per la precisione, Tatò ha intascato 2 miliardi e 250 milioni, mentre a Testa sono andati 825 milioni. Questo emolumento straordinario è stato deciso dal consiglio d'amministrazione del 3 marzo scorso. La richiesta di riacquisto delle azioni Wind in mano a Deutsche Telekom è stata avanzata dall'Enel nell'ambito dell'arbitrato internazionale intentato contro il gruppo telefonico tedesco e ancora in corso a Ginevra. Il gruppo elettrico italiano ha chiesto anche un risarcimento danni per 1.700 miliardi di lire. Stando a ciò che riporta la relazione al bilancio '99 dell' Enel, il riacquisto delle azioni Wind dovrebbe avvenire alle condizioni "particolari" previste dal patto parasociale. La quota di Deutsche Telekom è attualmente detenuta in "condominio paritetico" con France Telecom, tramite la Dt-Ft Italian Holding, che controlla il 49 per cento di Wind.

(La Repubblica)