Telecom, piano-bis targato Olivetti



MILANO - Davvero Roberto Colaninno tornerà indietro e cambierà strada? Pur in assenza di conferme ufficiali, in Borsa cresce la convinzione che il discusso piano di riassetto del gruppo Telecom, presentato a fine settembre, verrà ritirato e sostituito da un progetto alternativo e in via di definizione in queste ore. Salvo clamorose sorprese dell' ultimo momento non ci sarà più il passaggio del controllo di Tim, il primo operatore di telefonia cellulare in Europa, da Telecom a Tecnost. E non ci sarò nemmeno la vendita di Tim, ipotizzata ieri dal Financial Times e definita "semplicemente insensata" dal vertice della compagnia di telecomunicazioni. Le ultime voci attorno a Telecom, assieme alle speculazioni su aggregazioni, presunti take over, accordi nel mondo delle telecomunicazioni che si rincorrono in questi giorni, hanno fatto lievitare i prezzi in Borsa: Telecom ha guadagnato oltre il 4%, Tim il 5%, Tecnost il 3,7%, Olivetti il 2,6%.
Il consiglio di amministrazione di Telecom, che si riunisce questo pomeriggio a Milano, esaminerà i risultati dei primi nove mesi dell'anno. All'ordine del giorno è stato aggiunto un altro punto: lo scorporo e la quotazione in Borsa di Tin.It, il provider di Internet del gruppo. E' un' operazione di assoluto rilievo, nei prossimi mesi uno dei più importanti operatori della Rete arriverà in piazza Affari. E' probabile che i consiglieri si occuperanno anche del famoso concambio Telecom-Tecnost alla luce delle valutazioni effettuate da Salomon Brothers Smith Barney e dal comitato dei consiglieri indipendenti. Colaninno fornirà le ultime novità in merito anche se il consiglio non formalizzerà il ritiro del piano di riassetto. Tra sabato e domenica ci dovrebbe essere la verifica finale di Colaninno con i suoi consulenti sulle proposte finali di concambio e quindi verrà presa la decisione. Per domenica pomeriggio, a questo proposito, sono convocati i consigli di Tecnost e Olivetti, cioè gli azionisti di controllo del gruppo Telecom che decideranno cosa fare.
L'ipotesi originaria di un concambio di 1,5-1,65 azioni Tecnost per ogni azione Telecom, su cui si basava tutta la costruzione di Colaninno, non pare congrua agli advisor indipendenti che hanno studiato l'operazione. Ma un rapporto più alto, oltre 2, renderebbe assolutamente sconveniente l'operazione per la cordata Colaninno che allenterebbe pericolosamente il controllo sul ricco gruppo di telecomunicazioni. Allora bisogna pensare ad altro, ed è quello che stanno facendo il presidente di Telecom e i suoi collaboratori, mentre gli azionisti di risparmio Telecom protestano per il ritardo del promesso buy back.
Probabilmente il riassetto finanziario e industriale dell'ex monopolista dovrà ripartire dall'alto, dalla vecchia e gloriosa Olivetti. Secondo le ultime indiscrezioni di mercato Colaninno si appresterebbe a proporre una fusione Olivetti-Tecnost che accorcerebbe la catena del controllo senza gravare sugli azionisti di minoranza, ravvicinerebbe comunque il gettito dei dividendi delle società operative al sistema delle holding e potrebbe - forse - essere sostenuta da un robusto aumento di capitale. Il tutto, naturalmente, solo dopo l'eventuale ma ormai quasi certa bocciatura definitiva del precedente piano di riassetto di Telecom.
Il presidente dell'Olivetti, alla luce anche delle ultime stratosferiche offerte di acquisto per compagnie di telecomunicazioni circolate in Europa, si è convinto di essere seduto su una miniera d'oro (e i risultati di oggi lo confermeranno), di poter valorizzare diverse attività finora nascoste e ritiene di poter sopportare agevolmente il peso dell'indebitamento acceso per finanziare la scalata dell'anno.
Ieri si doveva svolgere l'assemblea dei soci della Bell, la finanziaria della cordata padana che detiene il 14,7% dell'Olivetti e vuole arrivare al 20%, ma è stata rinviata alla prossima settimana "per motivi tecnici". Forse una giustificazione per prendere tempo in attesa di vedere cosa succede al piano di riassetto di Telecom. Nel frattempo la Fininvest ha smentito le indiscrezioni che parlavano di un suo ingresso nella stessa Bell. Si vedrà.
Telecom, dunque, torna al centro dell'attenzione del mercato e la partita è sempre molto delicata. Se davvero verrà ritirato il progetto di Colaninno bisognerà trovare le parole giuste per convincere gli investitori.

RINALDO GIANOLA

(La Reubblica)