Prova Ericsson T18 s
di Matteo Sutto

Innanzitutto premetto che vengo da un’ ottima esperienza con la Panasonic (prima G400 e G500) e questa volta ho deciso di cambiare casa e affacciarmi alle ultime novità di mercato.

Comprato da una settimana, il T18s dell’ Ericsson si presenta bene: nella confezione marchiata TIM vi è anche l’auricolare ma so con certezza che dalle prossime settimane, quando uscirà solo quello marchiato Ericsson, l’auricolare non sarà più incluso.

Oltre al telefono con una batteria al Ni-Mh (4,8 V – 750 mAh) vi sono i manuali in italiano e in inglese del T18s , il clip da cintura e il caricabatteria rapido. Esteticamente è pressoché identico al 788 precedente, ma le novità sono tutte all’ interno!!!

Per la prima volta, la casa svedese incorpora direttamente sul cellulare il vibracall, abbastanza potente; vi è inoltre il richiamo vocale (fino a 10 numeri ) e la novità del voice answer, ovvero si risponde semplicemente dicendo “rispondi” o “rifiutando” dicendo occupato (queste parole comunque si possono cambiare a proprio piacimento).

Nel T18 vi sono le funzioni di calcolatrice e di sveglia, ma non ci sono giochini, che a mio avviso non sono di così tanta utilità in un cellulare. Ci sono anche molte funzioni interessanti che però non sono attivate dal gestore (es. sicurezza con carta di credito) e vi è la possibilità di multiconferenza con + telefonini. Prendendolo in mano non si sentono scricchiolii strani, la batteria è un po’ troppo “dura” da estrarre, ma cosi si evita il rischio di ballature. L’ Ericsson dichiara da 2 a 4 h in comunicazione e 80 – 100 h in standby e devo dire che dopo 12 ore di carica suggerita dalla casa madre, la batteria mi è durata un buon 70 h, considerando 30 minuti di conversazioni e smanettamenti continui. Devo dire che il display, essendo solo di 3 righe (un po’ pochette! ) è di tutta leggibilità e l’ illuminazione non disturba minimamente. L’ indicatore del segnale è un punto forte del telefono, dato che ha 6 tacche; è veloce e preciso e durante le chiamate anche in zone poco coperte (sia TIM che Omnitel che Wind) la qualità dell’ audio è preciso e senza fruscii. Il telefono funziona molto bene anche a 1800, e quando prende la linea non la lascia mai. (1800 provato con TIM e Wind). Tornando all’ auricolare, grazie ad esso si può rispondere senza toccare il telefono,sia in macchina che in moto e la qualità dell’ audio è superba.

Andando alla conclusione, si arriva ai difetti di questo telefono, anche se sono minimi a mio avviso. Il peso forse poteva essere più leggero ( 146 g.) anche con l’ausilio della batteria ai polimeri di litio, adottata solo sul T28, di prossima uscita. Chi ha la versione del SW risalente all’ 8 aprile 1999, avrà senz’ altro un problema: lo scambio dei numeri dalla SIM al tel. e viceversa è difficile da effettuare, perché non si visualizzano le posizioni nelle quali iniziare a leggere e poi copiare. Per risolvere questo inconveniente, basta andare in un centro TIM o uno Ericsson (se dentro la confezione vi era anche la garanzia della casa produttrice ) e farsi aggiornare gratuitamente il software del cellulare. L’ ultima pecca è l’estrazione della SIM, posta sotto la batteria; nell’ inserirla non ci sono problemi, è nel toglierla che si crea qualche difficoltà. Quindi chi è possessore di più SIM card, si troverà sempre in difficoltà nel scambiarle Per chi invece una SIM basta e avanza, consiglio questo telefono per la sua semplicità d’ uso e nello stesso tempo x la maneggevolezza che caratterizzano tutti i telefonini della casa svedese .

Treviso 30 – 06 – 1999 .

Matteo Sutto