Prova Ericsson T18 s
di Matteo Sutto
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Innanzitutto
premetto che vengo da un’ ottima esperienza con la Panasonic (prima G400
e G500) e questa volta ho deciso di cambiare casa e affacciarmi alle ultime
novità di mercato. |
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| Nel T18 vi sono le funzioni di calcolatrice e di sveglia, ma non ci sono giochini, che a mio avviso non sono di così tanta utilità in un cellulare. Ci sono anche molte funzioni interessanti che però non sono attivate dal gestore (es. sicurezza con carta di credito) e vi è la possibilità di multiconferenza con + telefonini. Prendendolo in mano non si sentono scricchiolii strani, la batteria è un po’ troppo “dura” da estrarre, ma cosi si evita il rischio di ballature. L’ Ericsson dichiara da 2 a 4 h in comunicazione e 80 – 100 h in standby e devo dire che dopo 12 ore di carica suggerita dalla casa madre, la batteria mi è durata un buon 70 h, considerando 30 minuti di conversazioni e smanettamenti continui. Devo dire che il display, essendo solo di 3 righe (un po’ pochette! ) è di tutta leggibilità e l’ illuminazione non disturba minimamente. L’ indicatore del segnale è un punto forte del telefono, dato che ha 6 tacche; è veloce e preciso e durante le chiamate anche in zone poco coperte (sia TIM che Omnitel che Wind) la qualità dell’ audio è preciso e senza fruscii. Il telefono funziona molto bene anche a 1800, e quando prende la linea non la lascia mai. (1800 provato con TIM e Wind). Tornando all’ auricolare, grazie ad esso si può rispondere senza toccare il telefono,sia in macchina che in moto e la qualità dell’ audio è superba. | ||||||||||||
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Andando alla conclusione,
si arriva ai difetti di questo telefono, anche se sono minimi a mio avviso.
Il peso forse poteva essere più leggero ( 146 g.) anche con l’ausilio
della batteria ai polimeri di litio, adottata solo sul T28, di prossima
uscita. Chi ha la versione del SW risalente all’ 8 aprile 1999, avrà senz’
altro un problema: lo scambio dei numeri dalla SIM al tel. e viceversa
è difficile da effettuare, perché non si visualizzano le posizioni nelle
quali iniziare a leggere e poi copiare. Per risolvere questo inconveniente,
basta andare in un centro TIM o uno Ericsson (se dentro la confezione
vi era anche la garanzia della casa produttrice ) e farsi aggiornare gratuitamente
il software del cellulare. L’ ultima pecca è l’estrazione della SIM, posta
sotto la batteria; nell’ inserirla non ci sono problemi, è nel toglierla
che si crea qualche difficoltà. Quindi chi è possessore di più SIM card,
si troverà sempre in difficoltà nel scambiarle Per chi invece una SIM
basta e avanza, consiglio questo telefono per la sua semplicità d’ uso
e nello stesso tempo x la maneggevolezza che caratterizzano tutti i telefonini
della casa svedese . Matteo Sutto |
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